Basta ai privilegi fiscali dei milionari (Abolizione dell’imposizione forfettaria)

Iniziativa popolare – Intervento in Consiglio nazionale del 6 maggio 2014

Oggi la questione da porsi è se il privilegio fiscale di cui beneficiano ricchi stranieri è giustificato e se veramente questo privilegio fiscale è necessario per il nostro Paese. La nostra richiesta di abolire questi privilegi fiscali non è, come sosteneva prima il collega Rusconi, un opposizione viscerale. Se vi siete dati la pena di ascoltare gli argomenti di chi sostiene l’iniziativa vedrete che si basano su argomenti concreti, in particolare sull’equità fiscale dei contribuenti.

In Svizzera ci sono oltre 5600 persone imposte in maniera forfettaria. Sono quindi trattati diversamente da un contribuente tassato in via ordinaria, con una situazione reddituale e patrimoniale analoga. L’imposta forfettaria viola quindi i principi fondanti della giustizia fiscale, tra i quali i più importanti sono il principio generale di uguaglianza e quello della capacità contributiva, ancorati nella Costituzione federale. Ogni persona deve contribuire alle spese dello Stato secondo la capacità economica. Dal punto di vista della parità di trattamento c’è quindi una discriminazione tra queste persone e il resto della popolazione – disparità ammessa anche dalla Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf durante il dibattito su quest’iniziativa al Consiglio degli Stati, come diversi di voi hanno ricordato. La giustificazione secondo la quale questo tipo di privilegio va mantenuto per ragioni economiche perché altrimenti questo tipo di ricchi contribuenti lascerebbe il nostro Paese è discutibile e opinabile, soprattutto alla luce dei fatti. Nel 2009 il canton Zurigo – è stato detto più volte qui – ha abolito l’imposizione forfettaria. Anche altri quattro cantoni l’hanno fatto, sette hanno inasprito le procedure. Ebbene, le entrate dell’imposizione secondo la capacità economica dei ricchi contribuenti che sono rimasti hanno compensato le perdite fiscali dovute a quei contribuenti che se ne sono andati! Ieri la collega Martina Munz ha portato un esempio interessante, quello del canton Sciaffusa, dove addirittura dopo quest’abolizione le entrate fiscali sono aumentate.
Ma è anche molto discutibile l’argomentazione secondo la quale c’è un interesse economico nell’attirare ricchi contribuenti dall’estero perché spendono nel nostro paese – pensiamo alla questione degli immobili! Queste persone acquistano immobili e fanno lievitare i costi dei terreni e degli affitti. Abbiamo veramente interesse ad attirare i ricchi contribuenti dall’estero con queste pratiche fiscali se poi a pagarne le conseguenze sono tutti i cittadini o anche le piccole e medie aziende strozzate dagli aumenti dei costi di queste voci? Non deve essere un’altra la politica fiscale ed economica che dobbiamo portare avanti nell’interesse di tutta la popolazione?
Proprio oggi il Parlamento cantonale ticinese terrà una discussione analoga sull’abolizione dell’imposta forfettaria. Il canton Ticino aveva deciso di aumentare il dispendio minimo imponibile allineandosi alla Confederazione, ma non ha finora inasprito ulteriormente la procedura. Proprio il caso del mio cantone dimostra i disastri di una politica fiscale che ha giocato per anni al ribasso. Sarebbe molto più interessante, per il nostro cantone come per gli altri, avere contribuenti che contribuiscono veramente con il loro lavoro alla produttività e al benessere del nostro Paese.
Questi casi dimostrano anche come  la politica fiscale dovrebbe essere tesa ad attirare persone che investono nel tessuto economico del nostro Paese per permettere realmente alle zone più in difficoltà di uscire dalle difficoltà finanziarie ma anche dalle difficoltà sociali – in cui per esempio si trova il mio cantone. Che proprio oggi in Gran Consiglio in Ticino come in altre occasioni in altri cantoni si discuta di abolire l’imposizione forfettaria, dimostra come il tema della disparità di trattamento tra contribuenti sia sentito. Vuol dire discutere anche di concorrenza fiscale tra i cantoni – perché le procedure sono assai diverse da cantone a cantone ma anche poco trasparenti in particolare sui criteri di ottenimento dell’imposizione forfettaria – perché è necessario avere un’uniformità che va appunto in direzione della richiesta contenuta nell’iniziativa di abolire questo privilegio fiscale. Dei forfait fiscali ne approfitta chi non lavora e chi non produce reddito. La questione posta dall’iniziativa è quindi una questione di giustizia fiscale. Vi invito quindi a sostenere l’iniziativa.

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