Sì a un servizio sanitario di qualità

Molti di voi avranno già votato. Ciononostante, considerata l’importanza degli oggetti in votazione il prossimo 5 giugno, mi permetto di sollecitarvi ancora. Chissà, magari conoscete qualcuno che non sa come votare, o che, prima di decidere, vuole avere ulteriori informazioni. Sulla mia pagina web e sul sito del PS Ticino troverete numerosi contributi su tutti gli oggetti in votazione, e le nostre indicazioni di voto. In questa newsletter mi concentrerò sul tema sanitario, perché la modifica della legge sull’Ente Ospedaliero Cantonale e l’iniziativa “Giù le mani dagli Ospedali” toccano il futuro della sanità in Ticino in modo molto diretto.

No alla privatizzazione degli ospedali pubblici – Sì a un servizio sanitario di qualità, accessibile a tutti

La salute è un bene primario, e i servizi sanitari sono e devono restare un servizio pubblico, accessibile a tutta la popolazione.  La legge sul finanziamento ospedaliero, decisa dal parlamento svizzero nel 2007, ha introdotto dei principi di mercato nel sistema ospedaliero svizzero. Questa scelta sbagliata, che di fatto ha insaporito la concorrenza tra gli ospedali, non ha portato né a un miglioramento della qualità delle cure (che, semmai, è migliorata grazie all’evoluzione della medicina), né a una diminuzione dei costi sanitari. La legge sull’ente ospedaliero cantonale dovrebbe dare una risposta coerente alle sfide sanitarie dei prossimi anni, che vanno dall’invecchiamento della popolazione alla necessità di trovare delle soluzioni adeguate ai relativi problemi di salute. Urge, inoltre, evitare la sovraofferta e il sovraconsumo di prestazioni, il conseguente aumento dei costi sanitari e quindi dei premi cassa malati e dei costi assunti direttamente dalla popolazione.

Ma la modifica di legge proposta dal Governo e decisa dal Gran Consiglio va, purtroppo, nella direzione opposta. Permetterà il trasferimento o l’esternalizzazione di servizi dal settore pubblico a quello privato e la creazione di società giuridiche miste: è prevista, ad esempio, la creazione di un centro madre-donna-bambino a Sorengo in collaborazione tra la Clinica Sant’Anna, appartenente al gruppo immobiliare-sanitario Genolier e chiaramente orientato al profitto, e l’Ente Ospedaliero Cantonale. Apre le porte a una futura trasformazione di ospedali pubblici in Società Anonime. Le “public private partnership” in ambito sanitario sono, in Svizzera, un fenomeno relativamente nuovo che ha portato all’esternalizzazione di servizi lucrativi (come, ad esempio, la radiologia diagnostica) dagli ospedali pubblici a quelli privati, seguendo il motto “al privato il profitto, al pubblico i servizi più costosi e impegnativi.”

noprivatizzazionisanita-520x245Queste esternalizzazioni di servizi ospedalieri di base provocheranno un ulteriore aumento dei costi, senza migliorare la qualità delle cure.Già oggi il Cantone versa ogni anno un centinaio di milioni di franchi alle cliniche private: una delle cause principali delle attuali difficoltà finanziarie dell’ente pubblico è da cercare, non per ultimo, anche lì. Questo quadro si inserisce nell’ampio capitolo della pianificazione ospedaliera che, al posto di rafforzare il settore ospedaliero pubblico e di sviluppare una strategia per migliorare la presenza capillare dei servizi di medicina di base, prevede il declassamento di due ospedali di zona, Faido ed Acquarossa.

 

“L’assistenza sanitaria è da considerare un bene comune e non una merce dipendente dal mercato” – recita la conclusione di un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS del 2008. Preservare questo importante bene comune passa anche da un No alla revisione della Legge sull’Ente Ospedaliero Cantonale e da un Sì all’iniziativa “Giù le mani dagli Ospedali”.

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