AVSplus: la miglior risposta ai Giano Bifronte della politica svizzera

Tra premi casse malati in continuo aumento e affitti spesso inaccessibili cresce il numero delle persone anziane che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Ma non solo: l’aumento dei lavori precari, su chiamata, e l’estromissione di persone oltre i cinquant’anni dal mondo del lavoro fanno sì che il numero di coloro che avranno delle rendite insufficienti al momento del pensionamento aumenterà. Oggi il 38% delle donne e il 19% degli uomini vive della sola AVS. Per molti il secondo pilastro è insufficiente.  E per chi oggi è ancora lontano dalla pensione, la possibilità di avere un secondo pilatro adeguato e di accedere a un terzo pilastro è tutt’altro che scontato.

E’ quindi necessario aumentare la rendita AVS del 10%, così come chiede l’iniziativa AVSplus in votazione il prossimo 25 settembre. Con circa 2400 franchi in più all’anno per persone singole e 4200 per le coppie, l’iniziativa va a vantaggio degli attuali pensionati, ma anche dei giovani e futuri pensionati. Il sistema redistributivo dell’AVS è geniale nella sua semplicità ed equità: ognuno paga i contributi in percentuale del proprio salario, ma le rendite percepite si muovono in una forchetta abbastanza stretta: chi ha avuto un reddito milionario non riceve molto di più di chi ha avuto un salario medio o basso. Con l’AVS, inoltre, a differenza della cassa pensioni, non andiamo a nutrire i giochi da casinò della borsa, dove, purtroppo, si è in balia di avvenimenti poco prevedibili sui mercati finanziari. Di fronte alle difficoltà del secondo pilastro dovute, appunto, alle oscillazioni dei mercati, anche il Consiglio degli Stati ha riconosciuto la necessità di compensare le perdite della previdenza professionale e rafforzare le rendite AVS. Esaminando il dossier “previdenza vecchiaia 2020” ha deciso di aumentarle, seppur in maniera minore di quanto proposto dall’iniziativa. Dal 26 settembre, all’indomani quindi del voto sull’iniziativa AVSplus, questo dossier sarà sui banchi del Consiglio nazionale che lavorerà su una proposta che è scaturita dall’apposita Commissione della sicurezza sociale. Commissione che, come è noto, ha deciso di non seguire la via scelta dalla Camera Alta del parlamento. La maggioranza UDC-PLR non solo non vuole accordare un minimo aumento delle rendite AVS di 70 franchi per le persone sole e di 226 franchi per le coppie, ma addirittura vuole ridurre in maniera drastica le rendite del secondo pilastro del 12%! Se il parlamento darà seguito a queste proposte, a farne le spese saranno anche le future generazioni di pensionati.

La maggioranza di destra si sta comportando come un Giano Bifronte: dice di voler guardare al futuro e tutelare i nostri anziani, ma propone dei tagli drastici alle rendite e l’innalzamento automatico dell’età di pensionamento fino a 67 anni, qualora il fondo AVS dovesse scendere sotto un certo livello.  In realtà, quindi, nonostante le belle parole, combatte qualsivoglia possibilità di garantire una vecchiaia dignitosa. La migliore risposta, dunque, ai vari Giano Bifronte della politica svizzera non può essere che un sì all’iniziativa AVSplus!

di Marina Carobbio Guscetti, Consigliera nazionale PS
pubblicato su La Regione il 6.9.2016

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *