Solo vantaggi con a nuova strategia

Nelle scorse settimane i giornali sono stati invasi da inserzioni contro la revisione della Legge sull’energia rivolti agli inquilini. Come membro di comitato dell’Associazione svizzera degli inquilini e presidente fino allo scorso novembre, non solo mi oppongo fermamente a questo utilizzo pretestuoso degli inquilini per far campagna contro una svolta energetica necessaria, ma voglio anche mettere in guardia gli inquilini stessi da queste informazioni scorrette e fuorvianti, che inducono a pensare che la strategia energetica 2050 causerà costi esorbitanti a loro carico. I contrari alla strategia energetica fan credere che le pigioni aumenteranno, che addirittura si potrà fare il bucato solo una volta al mese e si dovrà fare la doccia fredda.  

In realtà con la strategia energetica 2050 i vantaggi andranno a favore di tutta la popolazione e quindi anche degli inquilini. Costruire edifici in grado di ridurre il consumo energetico o favorire vettori energetici provenienti da fonti rinnovabili, fa semmai diminuire i costi di consumo e non sono la causa degli aumenti delle pigioni. Pigioni che semmai aumentano per altre ragioni, soprattutto per la carenza di alloggi con prezzi accessibili alle famiglie, ai pensionati o agli studenti, in particolar modo nei centri e negli agglomerati. Finalmente avremo una legge sull’energia al passo coi tempi, che vuole uno sviluppo sostenibile, in grado di salvaguardare le limitate risorse di cui disponiamo.

Gli interessi degli inquilini non si difendono combattendo la strategia energetica, bensì con misure volte a ridurre le pigioni. Concretamente introducendo la trasparenza negli affitti al momento del cambio di inquilino tramite il formulario ufficiale che permette di conoscere – e se dal caso contestarlo – l’affitto precedente (misura purtroppo bocciata dal parlamento federale lo scorso anno, ma che può essere ripresa a livello cantonale), rafforzando gli alloggi a prezzi accessibili e varando programmi pubblici a favore del risanamento degli stabili alfine di non perdere alloggi a pigione moderata. La revisione sottoposta a votazione il 21 maggio comporta solo un aumento della tassa sulla corrente elettrica di circa 40 franchi all’anno per un’economia domestica media. Una cifra ben lontana dagli spauracchi deliranti degli oppositori che non hanno niente a che fare con la legge sull’energia.

Ci sono tante buone ragioni per sostenere la svolta energetica nelle urne il 21 maggio. Si tratta infatti di un passo avanti indispensabile per il nostro paese. Essa permetterà di fare gradualmente la transizione di energia e di uscire dal nucleare, utilizzando fonti energetiche meno inquinanti e più sicure. Una strategia che è anche un’opportunità per la Svizzera: potremo infatti ridurre l’utilizzo di energia e risparmiare gli oltre 20 miliardi di franchi all’anno che oggi spendiamo nell’importare combustibile nucleare e uranio. Potremo così investire maggiormente nelle energia rinnovabile e locale, creando posti di lavoro ad alto valore aggiunto, favorendo l’occupazione e le imprese in Svizzera e in Ticino.

Articolo apparso sul Corriere del Ticino il 16 maggio 2017.

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