Quell’altra metà del cielo che in Ticino si vede poco

Recentemente ho rilanciato sui social il tema della presenza delle donne in politica, nei media e più in generale nella società. L’interesse suscitato e le sollecitazioni sono andate ben al di là delle mie aspettative: ciò mi fa pensare che il tema quindi non sia superato, come ogni tanto sento dire. La stretta attualità è anche dimostrata dalla rinascita del movimento femminista, in Svizzera come altrove. Urgono, perciò, misure veloci ed efficaci contro le discriminazioni salariali e contro il sessismo, occorrono risposte decise per un maggior riconoscimento del lavoro di cura e per una maggiore presenza delle donne nei media. La politica è chiamata a fare delle scelte precise, coinvolgendo donne e uomini, per favorire la parità non solo a livello di legge, ma anche nei fatti.

Per quanto riguarda la presenza esigua delle donne in politica (nel Parlamento cantonale ticinese le donne sono rappresentate solo nella misura del 25 per cento, mentre nel Governo mancano del tutto), è innegabile che la responsabilità maggiore incombe ai partiti. Non basta infatti chiedere alle donne di mettersi a disposizione per delle candidature, ma bisogna dare loro delle reali possibilità di venir elette. Troppo spesso le donne sono ridotte ad alibi. A differenza di molti uomini, le donne dispongono ancora oggi di uno scarso sostegno da parte di grandi organizzazioni o anche più piccole associazioni, spesso presiedute da uomini. Se le donne rinunciano, come purtroppo spesso accade, ci si deve chiedere il perché: Forse che il modello maschile, predominante nella politica, rende più difficile alle donne partecipare alle riunioni di partito? O magari che tempi e spazi della politica per le donne siano più difficili da conciliare con l’attività professionale e con il lavoro di cura dei figli e di parenti anziani, che solitamente spetta a loro? Non dimentichiamo poi che l’inasprimento del dibattito politico e lo scarso rispetto delle posizioni altrui e delle donne stesse non sono certamente fattori che inducono molte donne a lanciarsi in politica.

Troppo facile dire “abbiamo chiesto, ma le donne si sono rifiutate”. È una risposta inaccettabile, come lo è il fatto della scarsa presenza mediatica femminile nei ruoli di politiche, esperte o commentatrici. Ricordiamoci: oggi sempre più donne son presenti nel mondo del lavoro, ci sono più donne che uomini che concludono l’università con una laurea, e le donne si fanno sempre più avanti, non unicamente nei percorsi umanistici, ma anche in quelli scientifici. Le competenze ci sono, ora bisogna valorizzarle.

Il cammino per i diritti delle donne e per le pari opportunità non è una strada facile. Non lo è certamente per le donne, anche se sono pienamente legittimate, ma non lo è nemmeno per gli uomini: per loro lavorare per la parità vuol dire mettere in discussione sé stessi. Dobbiamo trovare, donne e uomini insieme, il coraggio per affrontare il tema, tutt’altro che secondario per la crescita e lo sviluppo della società!

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