Newsletter “Due SÌ alla PV2020”

Buongiorno,

Spesso si sente dire che il sistema pensionistico svizzero con i suoi tre pilastri sia un modello pressoché perfetto, che garantisce a tutti e tutte una vita dignitosa dopo la pensione. Purtroppo non è così. Anche da noi il fenomeno della povertà nella vecchiaia è diffuso: il 38% delle pensionate e il 19% dei pensionati dispone unicamente dell’AVS durante la vecchiaia. Mentre i costi della vita sono aumentati drasticamente negli ultimi decenni, l’AVS non vede un aumento sostanziale da oltre 42 anni. Queste persone si ritrovano quindi costrette a vivere con una rendita mensile di tra i 1’175 e i 2’350 franchi per persone singole, tra 1’762 e 3’525 per le coppie. La riforma 2020 della previdenza vecchiaia rafforza l’AVS! Scopri altri motivi per cui consiglio di votare SÌ il 24 settembre nell’articolo sottostante.

  •          Per rafforzare l’AVS

La riforma del primo e del secondo pilastro è necessaria poiché, senza contromisure, chi in futuro andrà in pensione dovrà accontentarsi di rendite inferiori a quelle attuali. Con la riforma 2020 questa diminuzione è invece compensata. Oggi, da una parte, l’AVS è confrontata con il raggiungimento della terza età della generazione del «Baby Boom» e, dall’altra parte, le rendite del secondo pilastro diminuiscono a causa dei bassi tassi d’interesse sui mercati finanziari. Infatti, il tasso di conversione applicato da molte casse pensioni è inferiore al 6%. La riforma garantisce le rendite ai pensionati attuali – che non subiranno tagli – e ai pensionati futuri. Quanto scaturito dal parlamento e sul quale si voterà 24 settembre prossimo, è un compromesso che permetterà di garantire le rendite pensionistiche almeno fino al 2030. Come Sinistra avremmo certamente voluto di più, ma è stato è stato importante poter raccogliere una maggioranza in parlamento e fare una riforma in grado di superare anche lo scoglio popolare. Per la prima volta da 42 anni a questa parte si rafforzano le rendite AVS di 840 franchi all’anno per le persone singole e fino a 2’712 franchi per le coppie. Si tratta di un aumento del 6% per chi ha una rendita bassa e del 3% per chi riceve il massimo della rendita AVS.

  •          Per le donne che hanno salari medio-bassi e che lavorano a tempo parziale

Il punto negativo di questa riforma è certamente l’aumento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni, che con il gruppo socialista ho combattuto in parlamento. Complessivamente però la riforma andrà a vantaggio delle donne con salari modesti: grazie all’aumento di 70 franchi mensili di rendita AVS e al miglior calcolo del salario assicurato, la riforma della previdenza vecchiaia farà aumentare le rendite delle donne con salari bassi o che lavorano a tempo parziale.Di fatto tutte le persone con un salario situato tra i 21’150 e i 55’000 franchi all’anno potranno migliorare la loro previdenza professionale. Due terzi degli assicurati che si trovano in questa categoria di reddito sono donne e un po’ più della metà di loro ha un salario inferiore ai 55’000 franchi. Inoltre per le donne con un salario inferiore ai 40’000 sarà possibile andare ancora in pensione a 64 anni senza perdite sulla rendita grazie all’aumento di 70 franchi nell’AVS.

Ciò non toglie che l’approvazione della previdenza vecchiaia 2020 dovrà essere accompagnata da una grande e rapida mobilizzazione di tutte le forze progressiste per colmare la differenza salariale tra donne e uomini che oggi è ancora del 19%. Un rafforzamento del nostro sistema pensionistico accanto al miglioramento dei salari delle donne permetterà a molte di loro di colmare le lacune finanziarie a livello delle loro pensioni.

  •          Per rafforzare la solidarietà tra le generazioni

Garantire il livello delle rendite agli attuali pensionati e ai futuri e stabilizzare il nostro sistema pensionistico, rafforza la solidarietà tra le generazioni. Quella solidarietà è la base dell’AVS, assicurazione che fa pagare i contributi proporzionalmente ai salari ma plafona le rendite per chi è più ricco. Il nostro sistema di previdenza vecchiaia deve garantire infatti la solidarietà tra le persone attive e i pensionati, tra salariati e datori di lavoro, ma anche tra ricchi e meno abbienti.

  •          Contro lo smantellamento dell’AVS

Grazie al meccanismo di finanziamento previsto, la riforma della previdenza vecchiaia permetterà di garantire le rendite e di consolidare l’AVS almeno fino al 2030, e, soprattutto, potrà arginare qualsiasi ulteriore tentativo di un aumento dell’età di pensionamento delle donne a 65 anni senza contropartita o un aumento generalizzato dell’età di pensionamento a 67 anni e bloccherà chi vuole smantellare l’AVS. Dire di no ora significherebbe spalancare le porte a coloro che già in parlamento hanno tentato di favorire il risparmio individuale a scapito dell’AVS.

 

Nell‘ambito delle mie attività incontro spesso persone con salari bassi le quali beneficeranno particolarmente di un aumento delle rendite AVS. Molte di queste persone sono donne: in Svizzera sono ben 500’000 le donne che pur avendo lavorato hanno diritto solo all’AVS. Un rafforzamento del primo pilastro è un importante passo in avanti per loro. Conosco anche tante persone che hanno redditi medio-bassi e che lavorano a tempo parziale ai quali l’aumento delle rendite AVS, accanto ai miglioramenti previsti nel secondo pilastro, si ripercuoterà positivamente sulle loro rendite pensionistiche. Discuto regolarmente sia con persone già in pensione, sia con giovani da poco nel mondo del lavoro: per tutte e tutti loro ci vuole un sistema pensionistico stabile. La riforma della previdenza garantisce proprio ciò! Vi invito quindi a votare “2x Sì alla previdenza vecchiaia 2020!

 

Trovate molte più informazioni sulla riforma della previdenza vecchiaia nella mia pagina web. Potete anche seguirmi sulla mia pagina facebook o twitter. Contattatemi pure, volentieri rispondo alle vostre domande o raccolgo le vostre idee. Tramite questi mezzi di comunicazione do pure informazioni anche sugli altri oggetti in votazione e su temi di attualità. In particolare vi informerò perché invito a votare NO all’iniziativa «Educhiamo i giovani alla cittadinanza».

 

Grazie per la vostra attenzione e il vostro sostegno

Cari saluti,

Marina Carobbio Guscetti

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