Aiuto allo sviluppo: risparmi pericolosi

Intervento a nome della frazione socialista sulla mozione “Definizione dell’importo del finanziamento della cooperazione pubblica allo sviluppo” (mozione 17.3362). Dopo una prima parte in tedesco, cambio all’italiano. 

 

Diese Motion ist unnötig und gefährlich. Unnötig, weil bereits jetzt kann Parlament in der Budgetdebatte eigene Prioritäten setzen. Gefährlich, weil die die Motion ein klares Ziel: In den letzten Jahren kam es hier denn auch regelmässig zu Angriffen auf die Höhe der Mittel für die Entwicklungszusammenarbeit. Namentlich aus den Reihen der Kollegen, die die nun zur Diskussion stehende Motion in der FK-N eingebracht haben. Das wahre Ziel der Motionäre zeigt sich denn auch in der Begründung der Motion.

Hier sprechen sie davon, dass in den 1990er Jahren die APD-Quote der Schweiz 0.3% betrug. Und dass sich die Schweiz schon immer stark humanitär engagiert habe. Für sie reicht also offenbar eine APD-Quote von 0.3% für das humanitäre Engagement der Schweiz.

Aber:

  • 1990 hat die Schweiz noch keine Asylkosten an ihre APD angerechnet. Seit 1998 rechnet die Schweiz die Aufenthaltskosten für anerkannte Flüchtlinge, seit 2004 auch die Aufenthaltskosten für Asylsuchende als APD. 2011-2015 lag der Anteil der Asylkosten an der APD-Quote der Schweiz bei durchschnittlich 16%. (siehe Antwort des Bundesrats auf Interpellation 16.3028 „Übermässige Anrechnung von Asylausgaben an die Entwicklungszusammenarbeit?
  • 2016 betrug die APD-Quote 0.54% des BNE. Zieht man die Asylkosten ab, sind es jedoch nur 0.43%. (Medienmitteilung der DEZA zur Veröffentlichung der APD-Quoten vom 8.5.2017).
  • Die aktuelle Strategie unserer internationalen Zusammenarbeit legt den Schwerpunkt explizit auf fragile Kontexte und das südliche Afrika. Diese Projekte finden in einem schwierigen, oft instabilen Umfeld statt. Diese Arbeit ist dringend notwendig – sie kostet aber auch.

Lo 0.54% del prodotto nazionale lordo per l’aiuto pubblico allo sviluppo raggiunto nel 2016 non corrisponde dunque alla realtà, situandosi infatti allo 0.43% . Questo perché negli ultimi anni i  costi dell’asilo calcolati nell’ambito aiuto allo sviluppo sono aumentati, benché il numero di richiedenti d’asilo sia diminuito dal 2015 a questa parte, quando la parte dei costi per l’asilo nella  era ancora del 13.4%.  Ciò significa che 1 franco si 5 dedicato alla cooperazione allo sviluppo invece di andare nei paesi del sud del mondo rimane in Svizzera.

E il nostro paese è all’ottavo posto e al di sotto della media di quanto spendono gli altri paesi per l’aiuto pubblico allo sviluppo, come si evince dai dati OCSE e del CF.

Ma non solo. Il contributo principale nei programmi di risparmio degli ultimi anno è stato portato proprio dalla cooperazione allo sviluppo. Nel programma di stabilizzazione 2017-2019 sono tagliati 584 milioni dal piano finanziario. Il 25% dei tagli è nella cooperazione internazionale. Il nuovo piano finanziario annunciato dal CF prevede nuovamente tagli di 150 milioni annui. Se così sarà in un periodo di 4 anni (2017-2019) sarà tagliato un miliardo in questo settore tanto importante (584 Milioni + 150 Mio (2018) + 150 Mio (2019) +150 Mio (2020)).

Tagli quando sarebbe necessario allocare più mezzi per combattere la povertà e le disuguaglianze. Investire nella politica di cooperazione allo sviluppo è nell’interesse anche della Svizzera, se pensiamo che i flussi migratori hanno origini proprio da situazioni di guerra e povertà.

Solo per l’aiuto umanitario d’emergenza l’ONU parla di 23,5 miliardi di dollari necessari per aiutare chi è nel bisogno in varie regioni del mondo (guerre, siccità, inondazioni, terremoti, ecc). Secondo il rapporto alimentare mondiale il numero di persone affamate è nuovamente aumentato dopo dieci anni.

Ecco la triste realtà dietro alle cifre. Il nostro paese si è più volte impegnato ad aumentare l’APS allo 0,7% nell’ambito degli Obiettivi del Millennio e 2 anni fa con l’agenda al 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Con questa proposta si vuole addirittura andare ben al di sotto dello 0.5%.

Il nostro paese deve continuare ad assumere le sue responsabilità e a dare il suo contributo nel combattere la povertà e il divario tra il nord e il sud del mondo con progetti concreti e che portano dei benefici lungo termine. Accettare questa mozione vorrebbe dire sgravarsi di questa responsabilità.

PS – La mozione è poi stata respinta di stretta misura, con 101 contrari e 86 favorevoli.

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