Dalla parte di chi cura!

Recentemente sono state depositate a Berna le 120’000 firme raccolte in soli otto mesi per l’iniziativa “per cure infermieristiche forti”. Il personale di cura svolge un ruolo molto importante nel nostro sistema sanitario, ma purtroppo non sempre gode del giusto riconoscimento. Considerato l’andamento demografico della cittadinanza svizzera – nei prossimi 30 anni il numero degli over 65 crescerà di un milione! – in futuro, però, ci sarà un importante aumento del fabbisogno di cure.

L’iniziativa vuole assicurare una buona qualità delle cure anche ai pazienti di domani, e, per raggiungere questo scopo, si ritiene sia importante investire nella formazione: oggi, in tutte le professioni di cura, formiamo solo il 56 per cento del personale necessario e, per quanto riguarda le infermiere e gli infermieri, addirittura solo il 43 per cento. Tra il 2011 e il 2014, il 75 per cento del personale di cura assunto negli ospedali svizzeri proveniva dall’estero: figure professionali che mancano, di conseguenza, nei loro paesi di origine.

I continui peggioramenti delle condizioni di lavoro come, ad esempio, l’aumento del lavoro su chiamata, la sostituzione di personale qualificato con quello meno formato e l’insufficiente salario di formazione inducono oltre il 40 per cento del personale di cura ad abbandonare la professione, e molte persone a non volerla intraprendere.

Data la chiara correlazione tra personale ben formato e sicurezza delle cure, l’iniziativa chiede di formare un numero sufficiente di personale di cura che abbia tempo per dedicarsi ai pazienti, di aumentare il salario di formazione per incentivare il percorso formativo nelle professioni sanitarie, di migliorare la conciliabilità lavoro – famiglia. Inoltre, per evitare costi e procedure amministrativi inutili, si propone di dare alle infermiere e agli infermieri più autonomia professionale, permettendo loro di fatturare le prestazioni di cura direttamente alle assicurazioni malattia senza la firma di un medico. Un passo in avanti necessario che permetterà anche di rafforzare l’interprofessionalità e la presa a carico coordinata tra i vari professionisti delle cure sanitarie per rispondere alle sfide legate all’invecchiamento della popolazione e alle malattie croniche.

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