Retrospettiva sessione primaverile – newsletter

Trovi qui la mia ultima newsletter. Vuoi riceverla anche tu? Puoi iscriverti qui

Buongiorno,

Oggi era l’ultimo giorno della sessione primaverile: sono state tre settimane intense, con tante discussioni e purtroppo delle decisioni prese sulle spalle delle persone più in difficoltà, anziani e persone con disabilità in particolare. La maggioranza UDC-Lega-PLR in Consiglio nazionale ottenuta alle elezioni del 2015 si fa sentire. Voglio presentarvi in questa newsletter tre temi importanti che abbiamo trattato.

Innanzitutto però grazie mille a tutti e tutte voi per il vostro sostegno durante la campagna #NoNoBillag: il chiaro NO in Svizzera e in Ticino è un importante segnale a favore del servizio pubblico e della coesione nazionale, ma anche per garantire la pluralità mediatica e un’informazione indipendente non in mano a investitori privati. Parlando di informazione e media è urgente un intervento pubblico a difesa del pluralismo mediatico e dell’agenzia telegrafica svizzera ATS, tema sul quale si è chinato anche il gruppo socialista (potete trovare qui – in francese e in tedesco – il comunicato stampa del PSS).

 

Parità

A inizio sessione il Consiglio degli Stati ha deciso di rimandare la legge sulla parità salariale di Sommaruga in commissione, reputando eccessiva la burocrazia che questa legge avrebbe creato a loro parere. Un chiaro affronto alle donne!
Pochi giorni dopo il Consiglio federale ha presentato una nuova riforma pensionistica – dopo la bocciatura della previdenza vecchiaia 2020 dello scorso settembre – che propone l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne senza adeguate misure di compensazione, ignorando così che la povertà nella vecchiaia è un fenomeno prettamente femminile. Questi sono solo due ulteriori esempi che la parità di fatto non è ancora raggiunta e che il femminismo resta necessario e che è indispensabile che uomini e donne si uniscano per la parità di genere.

Ecco perché l’8 marzo ho partecipato al corteo a Bellinzona e ho presentato degli atti parlamentari sul tema: un’interpellanza “Assicurazione obbligatoria perdita di guadagno in caso di malattia: strumento per migliorare la protezione sociale” e un postulato che incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto su come intende promuovere la parità fra donne e uomini in collaborazione con Cantoni, comuni e società civile, indicando le misure specifiche previste o necessarie nei vari ambiti (mercato del lavoro, formazione, assicurazioni sociali ecc.)

Sorveglianza assicurati

Il Consiglio nazionale ha deciso che bisogna poter sorvegliare chi riceve prestazioni sociali (AVS, AI, PC, ecc.), facendolo seguire per esempio da un detective o accedendo ai suoi dati GPS. Chiaramente condivido che bisogna lottare contro chi inganna le assicurazioni sociali, perché così facendo nuoce all’intero stato sociale, ma il principio di proporzionalità tra i mezzi per combattere possibili abusi e il rispetto della sfera privata va garantito. La legge approvata vuole dare a detective privati di agenzie assicurative più poteri che alla polizia nel perseguimento di reati ben più gravi. Sarebbe bello vedere lo stesso impegno nel perseguire e condannare l’evasione fiscale da parte di quei partiti che continuano a banalizzare questo fenomeno.

La legge approvata dalle camere non rispetta il principio di proporzionalità e per questo noi ci siamo opposti.

 

Riforma prestazioni complementari

Al termine del dibattito al Consiglio nazionale il risultato sulla riforma delle prestazioni complementari è disastroso: la maggioranza borghese ha deciso di tagliare sui miglioramenti previsti. Addirittura ha fatto marcia indietro sulla proposta d’adeguamento dei massimi per il riconoscimento dell’affitto che dal 2001 non si è mosso mentre gli affitti sono aumentati del 20%! Gli importi massimi per gli affitti riconosciuti sono insufficienti per finanziare abitazioni adatte a persone anziane o con handicap.
Approvati inoltre anche tagli sulle prestazioni per i figli e sulla parte del patrimonio esente. Risparmi per oltre mezzo miliardo inaccettabili sulle spalle di chi fa maggiormente fatica!

Come gruppo Socialista abbiamo votato contro questa riforma. Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati e ci auguriamo che corregga questi tagli.

 

Trovate molte più informazioni sulla mia attività politica sulla mia pagina web. Potete anche seguirmi sulla mia pagina facebook o twitter. Contattatemi pure, volentieri rispondo alle vostre domande o raccolgo le vostre idee.

Grazie per la vostra attenzione e il vostro sostegno!

Cari saluti,

Marina Carobbio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *