Intervento iniziativa determinazione

Intervento svolto in Consiglio nazionale il 6 giugno per ribadire il mio NO all’iniziativa per l’autodeterminazione lanciata dall’UDC. 

Care colleghe, cari colleghi

L’UDC è l’unico partito che fa gli interessi della Svizzera e ne difende le tradizioni – così almeno li piace presentarsi pubblicamente. Proprio oggi siamo però qui a discutere della loro iniziativa per l’autodeterminazione, un attacco frontale a una tradizione storica del nostro paese: la difesa dei diritti umani.

Proponendo la modifica di cinque articoli costituzionali, l’iniziativa intende imporre il primato della Costituzione svizzera sul diritto internazionale. Secondo gli iniziativisti – cito dal sito dell’iniziativa – «politici, funzionari e professori tentano di limitare i diritti democratici e adottano sempre più spesso il punto di vista secondo il quale il diritto straniero, dei giudici e dei tribunali stranieri, conta di più che il diritto svizzero, approvato da popolo e Cantoni». Per questo motivo la loro iniziativa sarebbe necessaria per rafforzare la democrazia diretta e fare del diritto stabilito dal popolo e dai Cantoni la fonte suprema del diritto svizzero. Si vuole evitare “un’élitocrazia”, nella quale amministrazione, governo, giudici, professori privino sempre di più il popolo del suo potere.

Il vero obiettivo dell’iniziativa è però un altro, ossia la rimessa in questione dell’adesione della Svizzera alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, la CEDU. Il contesto nel quale è nata l’iniziativa, ovvero quello di ripetute tensioni tra le decisioni popolari e gli impegni internazionali della Svizzera – come per esempio è stato il caso con l’iniziativa sull’internamento a vita di alcuni criminali sessuomani o particolarmente pericolosi, il rinvio forzato dei criminali stranieri e infine anche nel caso dell’iniziativa per l’attuazione – e gli argomenti principali avanzati dagli iniziativisti, mostrano chiaramente che l’inizitiva è diretta contro un trattato in particolare, appunto la CEDU. Mettendo in dubbio la preminenza della CEDU, questa iniziativa è come già detto un attacco frontale ai diritti umani. Concretamente, il Tribunale federale non potrebbe da una parte più annullare decisioni sulla base della loro incompatibilità con il diritto internazionale e, d’altro canto, un ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo perderebbe tutto il suo senso poiché le decisioni della Corte che sarebbero contrarie al diritto svizzero non verrebbero comunque applicate. Ogni persona residente in Svizzera si vedrebbe così privata della protezione che offre attualmente la CEDU dalle violazioni dei diritti umani.

Innanzitutto permettetemi tre brevi ossevarzioni sulla presunta “élitocrazia”, in cui giudici stranieri limitano la democrazia svizzera: In primis la Corte europea dei diritti dell’uomo, dovrebbe essere inutile precisarlo, non è un organo politico, non ha obiettivi nascosti e soprattutto non cerca di limitare la democrazia e aiutare i governi a rifiutare di mettere in atto il loro proprio diritto nazionale quando non lo condividono. La Corte di Strasburgo si limita ad applicare il diritto tenendo in considerazione non solo le legislazioni nazionali, ma anche e soprattutto le norme che sono state stabilite e riconosciute dalla comunità internazionale. Secondariamente i giudici non sono “stranieri”, ma un giudice per ciascuno Stato membro. Anche la Svizzera è quindi ovviamente rappresentata. Infine bisogna quantificare questa evoluzione: dal 1974 solo l’1.5% dei ricorsi contro la Svizzera sono stati accettati dalla Corte europea dei diritti umani e hanno quindi causato un adattamento del diritto svizzero.

Che proprio la Svizzera voglia attaccare la CEDU, uno strumento che garantisce il rispetto di linee guide internazionali per le legislazioni nazionali in ambito di diritti umani, è completamente contro le nostre tradizioni: siamo un paese conosciuto a livello internazionale per il nostro impegno e il nostro ruolo di precursore in ambito di protezione dei diritti umani. Proprio in tempi come quelli attuali, in cui molti Stati nazionali stanno mettendo in dubbio diritti fondamentali per i loro cittadini e le loro cittadine, la Svizzera deve continuare ad essere un esempio da seguire.

I diritti umani proteggono ognuno di noi dall’arbitrarietà dello Stato e sono le fondamentale della democrazia, della sicurezza e della libertà in Svizzera. Difendiamoli da questa iniziativa che non si batte per l’autodeterminazione, ma contro i diritti umani!

Per questi e molti altri motivi vi invito a votare NO a questa iniziativa pericolosa, lesiva dei diritti umani e contraria alla nostra tradizione. Grazie.

Un commento su Intervento iniziativa determinazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *