Basta violenza contro le donne!

Gli attacchi violenti contro cinque donne a Ginevra la settimana scorsa hanno scosso l’opinione pubblica. Ma in realtà, questi atti di violenza contro le donne rappresentano solo la punta dell’iceberg. Assieme alle altre vicepresidenti del PS Svizzero e la co-presidente delle donne* PS ho presentato oggi a Berna un piano di cinque punti per combattere in modo efficace la violenza contro le donne. Ecco qui il mio intervento e poi il piano di cinque punti: 

L’UDC ha sempre fatto di tutto per boicottare ogni tentativo di miglioramento della situazione: come già accennato prima, si è opposta alla ratifica della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne, e si è ripetutamente espressa in maniera cinica sulle vittime di violenza – vorrei ricordare qui la dichiarazione della Consigliera nazionale UDC Andrea Geissbühler, secondo la quale le donne che si comportano in modo « sprovveduto » sarebbero co-responsabili dello stupro. E perché, di solito, unicamente la sinistra si oppone, sia a livello federale che cantonale, ai tagli dei finanziamenti dei consultori e delle case protette per le donne vittime di violenza? Perché la sinistra viene spesso lasciata sola, quando si tratta di tutelare le donne da mobbing e di rinforzare i loro diritti in generale? E mentre parliamo di migrazione, come mai la Svizzera non è pronta a dare un permesso di soggiorno indipendente dal partner alle vittime di violenza? Le medesime persone che ora dicono che la violenza parta unicamente dai migranti, non sono pronti a dare protezione alle vittime, anche se la convenzione delle donne lo richiede.

Noi non abbiamo bisogno di un dibattito ideologicamente surriscaldato, ma di misure concrete e efficaci contro la violenza sulle donne!

La violenza contro le donne è anche un tema per la salute pubblica: medici e personale sanitario devono essere istruiti specificamente sulla violenza sulle donne, non solo per essere in grado di trattare le ferite fisiche e psichiche al meglio, ma anche per poter documentare i casi. È risaputo che una documentazione precisa è fondamentale per le vittime durante un processo di divorzio o per le misure di protezione.

Per questo motivo la Svizzera deve concretizzare velocemente la Convenzione di Istanbul. Urge finalmente una strategia nazionale contro la violenza sulle donne e sui bambini, e contro la violenza domestica. La Svizzera dispone di una strategia nazionale contro il littering, e di una contro gli hooligan, ma in questo settore fondamentale ne è priva. Ciò è inaccettabile. La mia collega Géraldine Savary vi presenterà i cinque punti principali che questa strategia deve contenere.

Il piano dei cinque punti

La Svizzera deve concretizzare velocemente la Convenzione di Istanbul. Dobbiamo finalmente realizzare una strategia nazionale contro la violenza sulle donne e sui bambini, e contro la violenza domestica. La Svizzera dispone di una strategia nazionale contro il Littering e di una contro gli Hooligan, ma in questo settore fondamentale ne è priva. Una strategia contro la violenza sulle donne e sui bambini e contro la violenza domestica deve contenere i seguenti punti:

  1. Campagna di prevenzione «No è No». Spesso succedono delle violenze per il semplice fatto che un No non viene accettato. Il No viene percepito come una sfida sportiva o romantica, e questo atteggiamento diventa un terreno fertile per molestie e violenze. Noi chiediamo alla Confederazione di lanciare in tempi rapidi una campagna. La prevenzione della violenza deve essere fatta in particolare nelle scuole e deve iniziare già molto presto. La prevenzione di altre forme di violenza contro le donne, e specialmente nel settore della violenza domestica deve essere intensificata e finanziata in misura importante dalla mano pubblica. Finora questo compito è stato delegato soprattutto a piccole NGO, che si finanziano attraverso le donazioni. Bisogna assolutamente aumentare i mezzi finanziari!
  2. Rinforzare le offerte di consulenza e terapia. È necessaria un’ampia rete di servizi di consulenza e di terapia facilmente accessibili.
  3. Rinforzare le case protette per le donne. Le donne che sono toccate dalla violenza domestica hanno bisogno di protezione, consulenza e sostegno. Ma le case protette sono occupate in modo tale che devono mandare le donne in cerca di aiuto in altri cantoni o rifiutarle del tutto. Al momento la Svizzera dispone di 300 letti in case protette, ma si stima che il fabbisogno effettivo è di almeno 750. Inoltre è molto importante disporre di un numero maggiore di programmi e soluzioni per la fase dopo il soggiorno nella casa protetta. Dipende molto dal cantone nel quale abita se la donna può chiedere aiuto a una casa protetta con sufficienti risorse e finanziamenti. Le risorse per le case protette devono essere aumentate, e il finanziamento deve essere unificato.
  4. Creare un osservatorio indipendente. Per poter realizzare delle misure efficaci contro la violenza sulle donne è importante disporre di dati scientifici e di una statistica completa.
  5. Introdurre finalmente le misure per la parità. La Convenzione di Istanbul lo dice chiaramente nel preambolo: la parità di diritto e di fatto tra uomo e donna è un elemento centrale di prevenzione dalla violenza contro le donne. Finché le donne saranno svantaggiate strutturalmente, ci sarà la violenza contro le donne.

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