Riflessioni sulle votazioni del 23 settembre

L’esito del voto va chiaramente rispettato, ma non posso che rammaricarmi per il risultato e per il fatto che la campagna per il no al progetto “La scuola che verrà” è stata purtroppo portata avanti con l’obiettivo di non rafforzare la scuola dell’obbligo. Da un lato si è voluto mettere in discussione il ruolo della scuola pubblica e dall’altro si è utilizzato questa votazione per fare campagna elettorale e attaccare il seggio socialista in governo, a discapito del futuro della nostra scuola e soprattutto degli allievi. L’importante ora è continuare a cercare di costruire una scuola più inclusiva, orientata ai bisogni degli allievi.

Bene invece per il plebiscito sul decreto delle bicicletta. In Ticino, dove siamo anni indietro per quanto riguarda la promozione della mobilità lenta, occorre ora più che mai impegnarsi per aumentare le piste ciclabili.

Il No alle due iniziative agricole non significa che i temi proposti non debbano essere comunque portati avanti: grazie quindi a chi le ha lanciate, permettendoci di discutere di che alimenti vogliamo sulle nostre tavole, da dove provengono e a che condizioni vengono prodotti.

Il nostro impegno per una Svizzera più solidale, più inclusiva e più sostenibile deve continuare: io ci sono; spero anche voi!

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