Costruire ponti nel paese – infovotazioni

Nell’attuale numero di “Infovotazioni” – la rivista del PS Ticino disponibili qui – ho potuto dare un’intervista in onore della Presidenza del Consiglio nazionale, carica che dovrei assumere tra due settimane. Ecco qui il risultato:

 

Il prossimo 26 novembre, Marina Carobbio sarà quasi sicuramente eletta Presidente del Consiglio nazionale. Parlamentare al Nazionale dal 2007, sarà la prima rappresentante del socialismo ticinese e la dodicesima donna a rivestire l’importante carica istituzionale. 

Donna e socialista ticinese: quale significato avrà la tua elezione alla Presidenza del Nazionale in questo senso?

«È un onore che il Gruppo socialista mi abbia proposta scegliendomi tra altre candidate, un compito che cercherò di portare avanti nel migliore dei modi dedicando il tempo necessario che questa carica merita. È la prima volta che un socialista ticinese, per di più donna, dovrebbe assumere questa carica. Spero di riuscire a motivare altre donne a lanciarsi in politica per portare avanti quei cambiamenti che ci riguardano tutte e tutti e ai quali noi donne possiamo dare un importante contributo. Con idee nuove ma anche con la ricerca di soluzioni su temi importanti che vanno dalla partecipazione al mondo del lavoro con condizioni e salari giusti, a una vecchiaia dignitosa. Il mio essere ticinese oltre a sottolineare anche in maniera molto concreta l’importanza della cultura e della lingua italiana (condurrò infatti tutti i dibatti parlamentari in italiano), vuole essere un segnale positivo e d’apertura verso tutte le minoranze. Senza dimenticare che, come ripeto da anni, il Ticino è un laboratorio di quanto poi accade in altre parti della Svizzera. Lo è stato cento anni fa con l’introduzione del sistema proporzionale. Lo è oggi, purtroppo, con il dumping salariale e la precarietà che mostrano la necessità di un rafforzamento di misure a tutela del lavoro e dei salari».

Oltre al ruolo istituzionale, la carica di Presidente del Nazionale permette di mettere l’accento su degli aspetti politici e sociali: quale messaggio metterai in risalto nel corso della tua presidenza?
«Partendo da temi che hanno a che fare con il mio percorso politico e di vita. Uno è la partecipazione delle donne alla vita politica e più in generale alla società. Un altro ha a che fare con la solidarietà e l’apertura: mi sono sempre impegnata per i diritti dei più deboli e delle minoranze, per le pari opportunità, contro le discriminazioni legate al sesso o all’origine. Accanto alla conduzione dei lavori parlamentari, rispettando le diverse opinioni, questi valori saranno importanti.

Da anni rifletto sul tema della rappresentanza e su come aumentare la partecipazione alla vita politica per rafforzare la democrazia. In questo senso è mia intenzione partecipare a momenti d’incontro con la cittadinanza e con associazioni: solo dialogando con la popolazione, ascoltando le sue richieste e le sue proposte, possiamo far sì che la politica appartenga a tutti e non sia vista come un qualcosa di distante o addirittura elitario».

La politica che porti avanti da anni è da sempre veicolata da un messaggio chiaro e deciso: come pensi di farli convivere con questo ruolo istituzionale?
«Sono consapevole del ruolo di Presidente del Consiglio nazionale e dell’Assemblea federale implicano, ossia anzitutto il rappresentare le istituzioni dentro e fuori il Parlamento. Ciò non vuol dire però non avere nessuna opinione. Il mio sguardo sarà però forse più ampio, meno condizionato dai necessari dibattiti politici con posizioni contrapposte e diverse. Dopo tanti anni di politica attiva su più fronti, sia a livello istituzionale che associativo, spero di poter contribuire a far meglio conoscere il nostro sistema politico, rendere interessate e partecipi le giovani generazioni, ma anche a costruire ponti tra le diverse regioni linguistiche, tra le numerose culture e persone che vivono nel nostro paese».

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