Violenza contro le donne – riflessione

Violenza contro le donne – riflessione
Violenza contro le donne – riflessione
Il Corriere del Ticino Online ha chiesto a me e altre sei donne una riflessione sulla violenza di genere, in ricorrenza della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si tiene sempre il 25 novembre. Trovate qui la mia riflessione:

Purtroppo nell’ambito della mia attività professionale come medico di base ho incontrato donne che hanno subito violenze», afferma Marina Carobbio Guscetti, consigliera nazionale. «Dalla violenza psicologica alle molestie e anche alcuni casi di violenza fisica. Le donne colpite erano sia svizzere che straniere. Unicamente questi dati mostrano già quanto il fenomeno della violenza contro le donne sia ampio: seppur le cifre precise sono difficili da stimare a causa del silenzio di molte vittime, secondo uno studio dell’Università di Losanna il 40% delle donne che vivono in Svizzera sono vittima almeno una volta nel corso della loro vita di violenza psicologica, sessuale o fisica».

Anche come medico – continua l’intervistata – simili racconti colpiscono molto, una reazione emotiva è inevitabile. «Bisogna poi accompagnare le donne nel difficile percorso che viene dopo la violenza subita, dalla rielaborazione psicologica dell’avvenuto fino a eventuali passi giuridici che si possono intraprendere».

Ma cosa si può fare per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne? «Bisogna differenziare le misure immediate da quelle più a lungo termine. Sul breve periodo abbiamo presentato come Partito socialista svizzero diverse misure concrete, anche nella forma di atti parlamentari: fare una campagna di prevenzione “No significa no”, rinforzare le case protette per donne, aumentare le offerte di consulenza e terapia, creare un osservatorio indipendente che quantifichi il fenomeno e proteggere le straniere vittime di violenza dall’espulsione. Ma anche rafforzare le competenze specifiche delle prime persone che sono a contatto con chi subisce violenza, oltre alla polizia ad esempio medici e personale sanitario. A lungo termine servono dei cambiamenti di fondo nella nostra società patriarcale: finché le donne saranno svantaggiate strutturalmente, ci sarà violenza contro le donne. Bisogna puntare alla parità effettiva in tutti gli ambiti sociali, dal lavoro alla distribuzione del lavoro di cura».

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