Discorso d’assunzione della Presidenza del Consiglio nazionale

Gentili colleghe e cari colleghi,
caro Dominique

Vi ringrazio per la fiducia che mi avete espresso eleggendomi presidente di questo Consiglio e dell’assemblea federale. Porterò avanti questa carica con il massimo d’impegno e considerazione, dedicandovi il tempo necessario che essa necessita nell’interesse del buon funzionamento del parlamento, delle istituzioni e del nostro sistema democratico.

Rappresentanza e coesione sociale. Sono le parole che – accanto al tema dell’italianità, del plurilinguismo e della multiculturalità – faranno da filo conduttore al mio anno presidenziale e sulle quali mi soffermerò brevemente.

Permettetemi però di dire anche qualche parola di fronte alla grande responsabilità che avrò nei vostri confronti: quella di rappresentare le istituzioni e di creare le condizioni per svolgere al meglio il nostro lavoro. Le istituzioni meritano rispetto così come dobbiamo rispettare gli altri, gli avversari politici e le diverse opinioni. Per parafrasare un grande filosofo italiano, Norberto Bobbio, si deve imparare a rispettare le idee altrui, a capire prima di discutere. Ciò non vuole dire sottrarsi al necessario confronto democratico, bensì impegnarsi affinché nelle scelte della maggioranza sia considerato anche il disaccordo della minoranza in modo da costruire ponti tra le diverse posizioni. Così facendo si potranno affrontare i problemi, ma anche rafforzare la fiducia delle cittadine e dei cittadini nelle istituzioni e forse invogliare più persone ad avvicinarsi alla politica.

Come rappresentanti delle istituzioni dobbiamo essere vicini alla popolazione, per capire i loro bisogni, ascoltare le loro richieste e tradurle in misure concrete e atti legislativi, senza farci abbagliare da facili sirene che tendono a ridurre la ricerca di soluzioni durature a risposte facili e immediate. Nel mio ruolo di presidente del Consiglio nazionale avrò la possibilità di incontrare numerose persone, associazioni, enti. Cercherò di mettermi al loro ascolto e di rappresentare degnamente il nostro paese e le istituzioni, in Svizzera come all’estero.

Il nostro sistema politico, basato sulla complementarietà tra il sistema di democrazia rappresentativa e quello di democrazia diretta, deve dar voce alle varie componenti che vivono, lavorano e fanno la forza del nostro paese, siano esse minoranze linguisiche o culturali oppure gruppi sociali svantaggiati e poco rappresentanti.

Ciò significa anche raggiungere una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica e più in generale nel mondo del lavoro, nell’economia, nelle realtà accademiche e professionali. I rapporti di potere nella società sono ancora sfavorevoli alle donne e il tetto di cristallo rimane un ostacolo, anche in politica. Un’equa rappresentanza di tutte le componenti della società e una maggiore presenza delle donne in politica è certamente un vantaggio per la democrazia.

Nilde Iotti, prima presidente della Camera italiana dei deputati, disse infatti che “dobbiamo rendere più umani i tempi del lavoro, gli orari delle città, il ritmo della vita. Dobbiamo far entrare nella politica l’esperienza quotidiana della vita, le piccole cose dell’esistenza, costringendo tutti – uomini politici, ministri, economisti, amministratori locali – a fare finalmente i conti con la vita concreta delle donne”.

Die Vielfalt erhöht die Chancen, Probleme zu lösen oder richtige Antworten zu finden; sie ist eine gesellschaftliche Bereicherung, auch in der Politik. Deshalb sollte das Ziel mehr Frauen in der Politik zu haben, von der ganzen Gesellschaft geteilt sein. Trotz dieser Anerkennung und Notwendigkeit liegt die Zahl der Frauen im Nationalrat bei nur 33% und im Ständerat sogar nur bei 15%. Zudem kennen wir alle das Risiko, dass insbesondere im Ständerat diese Zahl noch weiter senken könnte. Die gleichberechtigte politische Partizipation der Geschlechter ist ein Ziel, das wir alle gemeinsam verfolgen sollen. Als Nationalratspräsidentin hoffe ich, dass sich mehr Frauen und junge Menschen für die Politik interessieren und dass wir somit einen wichtigen Schritt in Richtung dieses Zieles schaffen.

Digitalizzazione, globalizzazione, crescente individualizzazione nei rapporti sociali, precarizzazione del mondo del lavoro; tutte queste evoluzioni possono mettere a rischio la coesione sociale. Assieme dobbiamo quindi fare uno sforzo collettivo per trovare delle risposte e delle soluzioni ai problemi che questi cambiamenti causano. Dobbiamo evitare che sempre più persone vulnerabili siano lasciate indietro e che crescano paura e isolamento, che aumentino le ingiustizie, la disuguaglianza sociale e l’emarginazione.

La coesione nazionale passa anche attraverso il riconoscimento della pluralità linguistica e culturale della Svizzera. Condurrò quindi i lavori parlamentari in italiano, sicura della vostra comprensione e del vostro sostegno, convinta che non si tratterà di un atto meramente simbolico bensì di un vero e proprio passo verso una maggiore consapevolezza dell’importanza delle minoranze linguistiche e culturali, una delle quali è appunto l’italiano. Solo in tal modo miglioreremo il dialogo e la conoscenza reciproca tra le varie regioni linguistiche e culturali, rafforzando la capacità del nostro paese nell’affrontare le sfide dei prossimi anni.

Ho appreso con piacere che molti di voi conoscono, capiscono e parlano l’italiano. Ho incontrato in questi ultimi mesi presso i Servizi del Parlamento collaboratrici e collaboratori molto disponibili a lavorare per rafforzare la presenza della lingua di Dante in quest’aula. A loro e a voi va un sincero grazie da parte mia.

Je tiens également à remercier personnellement le président sortant, Dominique de Buman. Dominique, tu as assumé cette fonction avec passion et engagement. Nous reconnaissons toutes et tous ton attachement sans faille à nos institutions, qui a permis au Parlement de travailler dans les meilleures conditions possibles. Grâce à toi, mais aussi grâce à ton prédécesseur à ce poste, Jürg Stahl, j’ai eu l’opportunité de me familiariser avec la fonction afin d’être en mesure de diriger nos travaux parlementaires de manière optimale. Je suis infiniment reconnaissante de cette opportunité qui m’a été offerte et je vous remercie de votre soutien. Je m’emploierai à transmettre la même passion et le même savoir à Isabelle Moret et à Heinz Brand, qui m’accompagneront tout au long de cette année en leur qualité de vice-présidents.

Vorrei anche ringraziare il gruppo socialista alle camere federali che mi ha proposto per questa importante funzione, così come il Partito Socialista Ticino che oggi è presente con una sua delegazione e che mi ha sempre sostenuto nel mio percorso politico. Un ringraziamento particolare va anche ai rappresentanti del Cantone Ticino: la presenza dell’intero Consiglio di Stato così come della presidente del Gran Consiglio ticinese e amica Pelin Kandemir, mi onora. Mi fa molto piacere vedere una delegazione del mio comune di domicilio, Lumino, accanto ad autorità del Canton Grigioni, un Cantone con il quale ho legami famigliari e professionali. Che oggi siano venuti a Berna così tante amiche e tanti amici è un piacere che voglio condividere con voi. Grazie anche alle collaboratrici e ai collaboratori dello studio medico di Roveredo con i quali abbiamo condiviso tanti momenti. Grazie anche alla mia collaboratrice personale Laura Riget, a Sara Guerra e Valeria Matasci collaboratrici dell’area relazioni esterne del Canton Ticino, al Cancelliere del Cantone Ticino Arnoldo Coduri e alla sua squadra, che assieme ai Servizi del Parlamento hanno seguito e organizzato la giornata odierna e i festeggiamenti di mercoledì.

E infine un particolare ringraziamento va naturalmente alla mia famiglia: a mio marito Marco, ai miei figli Matteo e Laura e ai miei genitori Werner e Graziella. Senza il loro sostegno e il loro aiuto dietro le quinte non potrei oggi assumere questa carica che mi onora.

Charas collegas e chars collegas, anc ina giada engraziel jau a Vus tuttas e tuts per Vossa confidenza.

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