Intervento al congresso PS: siamo la vostra voce!

Intervento al congresso PS: siamo la vostra voce!
Intervento al congresso PS: siamo la vostra voce!

Trovate qui sotto l’intervento che ho potuto tenere al congresso elettorale del Partito Socialista, che ha ratificato la lista dei candidati e delle candidate al Gran Consiglio: 46 donne, 34 giovani, 15 ultra sessantenni. Una lista rappresentativa, dinamica e forte!

“Cari politici se voi fareste il vostro lavoro noi oggi saremmo a scuola”

Così hanno scritto i giovani venerdì scorso sul manifesto di una delle imponenti manifestazioni che hanno avuto luogo in diverse città svizzere e in molte altre parti del mondo. Giovani che hanno scioperato da scuola per chiedere delle misure per fronteggiare il cambiamento climatico. Come dar loro torto?  Le conseguenze del riscaldamento climatico sono davanti agli occhi di tutti. Ghiacciai che si sciolgono, terre sempre più aride, desertificazioni, incendi. Catastrofi naturali che generano sfollati e migrazioni. Ciononostante e in barba agli accordi internazionali presi per ridurre le emissioni inquinanti, le misure concrete avviate finora sono insufficienti, in Svizzera e altrove. Al Consiglio nazionale la revisione della legge sul C02, necessaria per rispondere ai cosiddetti obiettivi di Parigi, è in stallo.E’ giunto il momento di agire con urgenza per salvare il nostro ambiente, di abbandonare progressivamente le energie fossili, di diminuire consumi e sprechi. Tutti noi, politici attivi oggi nelle sedi istituzionali di governi e parlamenti, così come voi che magari vi siete avvicinati da poco alla politica, noi tutti non possiamo più stare a guardare come sta cambiando il clima. Le promesse e le buone intenzioni non sono sufficienti. L’ha detto chiaramente Greta Thunberg, la studentessa e attivista svedese che da sola ha iniziato un movimento mondiale con migliaia di giovani che scendono in piazza e scioperano, confrontando la politica con le proprie contraddizioni, chiedono di rendere effettivo l’Accordo di Parigi, e di non limitarsi a questo, bensì -tenendo presente il messaggio della Comunità Scientifica di accelerare gli impegni e gl interventi per limitare il riscaldamento globale.

Gli scioperi degli studenti, le “women’s march” le marcie delle donne per i loro diritti –che in Svizzera confluiranno nello sciopero delle donne il prossimo 14 giugno- vanno presi sul serio. Così come va preso sul serio il disagio di molte persone che si trovano in situazioni precarie o che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese.

Come sapete nella mia funzione di presidente del consiglio nazionale, ho deciso di presiedere i lavori parlamentari in italiano e ciò facendo dare il giusto riconoscimento alla lingua e cultura italiana, come parte integrante del nostro paese, ma anche dar voce alle minoranze e a chi voce non ce l’ha, a tutte e tutti coloro che vivono in Svizzera, siano essi svizzeri, residenti, ma anche migranti o persone senza fissa dimora.  Ciò significa anche abbattere dei pregiudizi e smantellare quelle barriere, non solo linguistiche, bensì anche sociali che emarginano delle persone in base alla loro origine o condizione.

Il mio progetto politico, che è poi il nostro, è quello di una società più giusta che sappia garantire pari opportunità e una più equa redistribuzione della ricchezza. Proprio oggi l’ONG Oxfam ha pubblicato un rapporto che indica come la ricchezza sia concentrata in sempre meno mani, 26 persone detengono tanta ricchezza mondiale quanto la metà più povera dell’umanità. Lo scorso anno la stessa somma erano detenuta da 46 persone. Oxfam chiede giustamente di aumentare la tassazione dei più ricchi. Non c’è democrazia senza coesione sociale. E la coesione sociale si ottiene combattendo le crescenti disuguaglianze, garantendo salari e lavori dignitosi e lavorando per alloggi e una sanità accessibile a tutti. Solo rafforzando i diritti sociali si può dare forza alle pratiche democratiche ed evitare l’esasperazione dei nazionalismi. E qui arrivo a un punto centrale del nostro sistema democratico: la questione della rappresentanza. Che tocca forzatamente la presenza ancora insufficiente delle donne nei consessi politici e più in generale laddove si prendono le decisioni. In quest’anno di presidenza del Consiglio nazionale mi sto impegnando per rafforzare la presenza delle donne in politica, incoraggiandole a partecipare e a candidarsi per le elezioni. Sono fiera di sapere che il mio partito, il partito socialista candiderà tante donne per questa tornata elettorale. Partito al quale spetta però il compito, non solo di presentare delle donne e dei giovani, ma di dar loro spazio e sostegno. Il femminismo è una proposta politica universale.  Battersi per una società più giusta, solidale e non discriminante implica integrare il femminismo nella lotta contro tutti i tipi di discriminazione. Ciò vale per le donne , ma anche per gli uomini. Nel nord e nel sud del mondo.  Oggi più che ai dobbiamo volgere la nostra attenzione a quanto avviene nei paesi a basso reddito. La gestione del mondo basata su logiche di profitto e di sfruttamento delle risorse genera povertà ovunque, ma particolarmente nel Sud del mondo. Come non indignarci quindi per le esportazione d’armi che alimentano guerre come quelle dello Yemen o di fronte ai 117 migranti che ieri, ancora una volta, in una preoccupante indifferenza sono scomparsi nel mare!

Noi abbiamo una grande responsabilità quella di non guardare dall’altra parte di fronte a ingiustizie e violazioni dei diritti umani. Ma di denunciare e intervenire. E’ necessaria una volontà collettiva per affrontare questi temi, capace anche di superare gli steccati di partito e le divisioni della sinistra per il progetto comune a favore dell’uguaglianza, della giustizia sociale e di uno sviluppo sostenibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *