Centenario della Casa del Popolo – Discorso

Centenario della Casa del Popolo – Discorso

Ho avuto l’onore di tenere un breve discorso ai festeggiamenti dei primi cent’anni della Casa del Popolo a Bellinzona: 

“L’albergo della borghesia diventa la Casa del popolo lavoratore, l’utopia diventa realtà”

Con queste parole lo storico Gabriele Rossi descrive l’apertura della Casa del popolo nel marzo 1919 nel bel libro La Befana Rossa in cui si raccontano momenti di partecipazione e di divertimento del movimento socialista e sindacale, durante i quali la Casa del popolo è stata contemporaneamente luogo ospitante e protagonista.

Oggi non sono più molte le Case del popolo in Svizzera che rispecchiano la loro funzione originale. A Berna, laddove già esisteva una costruzione analoga dell’associazione del Grütli, nel 1914 aprì le porte la Casa del popolo addirittura grazie anche a un contributo della città. Durante lo sciopero del 1918 fu sede anche di alcune riunioni del comitato di Olten.

Essa è divenuta l’Hotel Bern; a chiamarsi casa del popolo rimane da qualche anno solo il ristorante, mentre il complesso – nel cui hotel vi alloggiano parlamentari, di sinistra ma non solo, funzionari federali e turisti – ha perso lo spirito dei primi decenni del novecento nonostante la presenza di numerose sale riunioni e per seminari. Lo stesso dicasi per la casa del popolo di La Chaux-de-Fonds che, ora di proprietà della città, non è più il luogo di incontro del movimento operaio e  sindacale. A Friborgo addirittura è ora sede di un negozio.

 

A Bellinzona invece la Casa del popolo rimane ancora legata agli ideali di 100 anni fa: alloggio per emigranti e operai negli anni venti e trenta del 1900, luogo di incontro, di attenzione e di integrazione nei confronti di è in difficoltà  oggi, Spazio per riunioni e discussioni anche accese e luogo di festa oggi , ma anche sede di associazioni come quella degli inquilini. Questo grazie alla lungimiranza dell’Unione sindacale di Bellinzona che, non senza sforzi, nel 1977 riuscì a non metterla in vendita e qualche anno fa dando in gestione il ristorante al SOS ha reso possibile l’impresa sociale “Sostare”.

Oggi più che mai lavoratrici e lavoratori, giovani e anziani, donne e migranti hanno bisogno di spazi e luoghi di incontro e di condivisione. Di quei luoghi che devono recuperare quella solidarietà descritta da Tita Carloni in un testo del 1991 dal titolo Case del Popolo: avanguardie politiche e tradizione costruttiva. Scriveva Tita Carloni  parlando di  forme di cultura e di solidarietà che chi arrivava nelle Casa del popolo  nei primi decenni del novecento  incontrava “… una solidarietà di classe, che non teneva gran conto della provenienza del nuovo arrivato e pur non facendo riferimento esplicito a valenze «internazionaliste» lasciava comunque intendere l’esistenza di valori generali e sopranazionali, legati in primo luogo alla condizione operaia.”

Non è un caso quindi che sindacati e sinistra, ma non solo, anche molte altre associazioni, si ritrovino qui per le loro assemblee. Collettivi femministi, riunioni sindacali, partiti di sinistra e organizzazioni progressiste fanno della Casa del popolo il luogo privilegiato di molte assemblee. Chissà che i 100 anni della casa del popolo, un secolo durante il quale essa ha saputo essere struttura d’aggregazione, luogo di incroci tra culture e persone diverse e spazio di solidarietà, non possano favorire l’incontro tra persone con gli stessi ideali e gli stessi obiettivi?

Affinché lo spirito visionario e idealista dell’inizio del secolo scorso, che ha saputo ripetersi in questi ultimi anni con il rilancio della Casa del popolo e il progetto Sostare, ritrovi nuovo slancio  per  dare spazio a voci e politiche tese a un progetto comune capace di dare risposte ai problemi attuali, dalla migrazione al mondo del lavoro, dal politica di genere al cambiamento climatico fino alle sfide con cui è confrontato il nostro sistema sociale.

Perché appunto ogni tanto i sogni e i progetti visionari diventano realtà, come fu il caso della scelta lungimirante  dei sindacati all’inizio del 900 che creo la  Casa del popolo permettendo pratiche culturali variegate e incontri tra persone diverse.

Auguri Casa del Popolo!

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