Bellinzona Fair Trade Town – Discorso

Bellinzona Fair Trade Town – Discorso
Bellinzona Fair Trade Town – Discorso

Discorso tenuto in onore del conferimento del riconoscimento “Fair Trade Town” a Bellinzona per i suoi sforzi a favore del commercio equo: 

Gentili Signore, egregi Signori

Grazie mille innanzitutto per l’apprezzato invito ad essere qui oggi a festeggiare questa ottima notizia. Oggi Bellinzona entra a far parte di un importante progetto diffuso in tutta Europa, seguendo tra l’altro l’esempio di Capriasca – primo comune ticinese ad aver ricevuto il riconoscimento “Fair Trade Town” – e Berna – la prima grande città Svizzera ad averlo ricevuto. Un riconoscimento meritato per gli sforzi compiuti negli ultimi anni: Grazie mille Sindaco Branda, caro Mario, per aver portato avanti questi obiettivi nelle istituzioni e grazie mille ovviamente all’associazione Swiss Fair Trade per aver lanciato questa campagna anche da noi. Questo riconoscimento si iscrive in una lunga tradizione: da decenni Bellinzona ha dimostrato apertura e sensibilità verso la tematica del commercio equo, cercando di sensibilizzare i propri cittadini e le proprie cittadine. Tra questi ci sono anche io: mi ricordo con piacere quando, negli anni ottanta, da studentessa liceale facevo la volontaria alla bottega nel mondo di Bellinzona, che all’epoca si trovava nella cantina di Luca Buzzi. I valori di solidarietà e di giustizia sociale che la bottega del mondo rappresenta mi stanno così a cuore che quando mi sono sposata, nel 1994, mio marito Marco e io abbiamo deciso di fare la nostra lista di nozze proprio alla bottega del mondo. Ma non è delle mie scelte personali che vorrei tanto parlare se non per mettere l’accento che ognuno di noi può, in quanto consumatrice o consumatore, fare  nell’ambito delle scelte solidali e sostenibili. Qui si inserisce l’azione di Fair Trade Town: a città e comuni è conferito un riconoscimento per un impegno particolare nell’ambito del commercio sostenibile, allo scopo di rafforzare la consapevolezza della popolazione per un consumo sostenibile ed equo, coinvolgendo aziende, ristoranti e bar locali nonché scuole e istituzioni comunali.

 

La tradizionale sensibilità bellinzonese si è rafforzata nel corso degli anni e con il riconoscimento odierno viene istituzionalizzata, indicando la volontà collettiva di impegnarsi per un mondo più giusto e solidale. Uno sforzo collettivo che unisce i consumatori e le consumatrici alle imprese, nell’impegno concreto per prezzi equi e trasparenti, salari minimi dignitosi e metodi di coltivazione sostenibili.

Azioni che hanno un’influenza concreta sulla vita delle persone: nonostante viviamo in un mondo complessivamente sempre più ricco e con più proprietà materiali, l’ONU stima che 836 milioni di persone vivono ancora in povertà estrema, con meno di 1,25 dollari al giorno. Abbiamo un sistema di produzione che si basa ancora in troppi casi sullo sfruttamento, delle persone ma anche dell’ambiente. Noi, il nord del mondo, siamo quelli che guadagniamo da questa situazione, mentre le conseguenze negative – la povertà e l’inquinamento in primis, ma anche fenomeni che ne conseguono come epidemie e instabilità politica – si riversano soprattutto sul sud del mondo ei paesi più poveri. I cambiamenti climatici hanno ripercussioni ovunque, ma le conseguenze sono ancora più drammatiche per chi vive nei paesi più poveri, per i piccoli agricoltori e la popolazione rurale del Sud del mondo. Da qui l’urgenza di innescare dei cambiamenti che ci portino a un consumo più sostenibile. Il riconoscimento “Fair Trade Town” mostra la volontà della città di Bellinzona di dare il proprio contributo per combattere queste ingiustizie, sperando che questo possa essere d’esempio anche per altre realtà e per la popolazione.

Parlando di simili problematiche globali si sente spesso dire che come Svizzera – figuriamoci come Ticino o come Bellinzona in questo caso – siamo troppo piccoli per fare la differenza e che quindi qualsiasi sforzo sia inutile. Non sono d’accordo: penso che anche per quanto riguarda problemi globali bisogna iniziare da qualche parte e sono convinta che Bellinzona sia un ottimo punto di partenza.

Quindi forza, avanti tutta con questa campagna meritevole e grazie ancora per quello che fate, perché come dice Swiss fair trade nella pagina di apertura del sito “il mondo ha bisogno di aziende e persone –  e aggiungo io anche città – che si assumano la responsabilità”.

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