Middle East Mediterranean Summer Summit – Intervento

Middle East Mediterranean Summer Summit – Intervento
Middle East Mediterranean Summer Summit – Intervento

Gentili Signore, egregi Signori,
Cari giovani partecipanti al MEM

Grazie mille per il vostro invito a portare il saluto del Parlamento elvetico a questa seconda edizione del Middle East Mediterranean Forum; evento dedicato a una delle aree geografiche che fanno più discutere. Quella del Medio Oriente e del Mediterraneo non è solo una regione vastissima, ma è anche un territorio ricco di storia, di culture e di tradizioni secolari nel quale si sono create le prime società, culle di numerosi progressi scientifici e notevoli opere d’arte, oltre che origine delle tre grandi religioni monoteiste: cristianesimo, islam ed ebraismo. Se oggi si parla di Medio Oriente e Mediterraneo si pensa però in primo luogo a tensioni politiche e instabilità economiche che, complici anche le ingerenze del Mondo Occidentale, generano dolorosi conflitti e causano gli importanti flussi migratori degli ultimi anni.

Eppure questa regione è molto di più: è cultura, è innovazione, è speranza. Per un futuro florido e pacifico è necessario conoscere le diverse culture e lavorare uniti per farle convivere in armonia e prosperità, in un clima di tolleranza e collaborazione. È fondamentale instaurare una discussione, facendo un’analisi critica delle complesse dinamiche che coinvolgono una parte di questo Mondo afflitta da forti disequilibri ma che possiede importanti potenzialità per il progresso sociale ed economico.

Per uno sviluppo sostenibile, bisogna mirare alla pace, ridurre le violenze, gli sfruttamenti, la corruzione e gli abusi di potere. E’ necessario promuovere lo stato di diritto, delle istituzioni forti, la cooperazione internazionale e la rappresentanza nel Mondo, garantire i diritti umani e la parità di genere, la democrazia, una giustizia accessibile a tutti e tutte e l’informazione libera, tutto ciò in favore di una società responsabile e giusta, con i cittadini e le cittadine al centro di essa.

Di questi temi voi giovani change-makers avete discusso durante una settimana, illustrando esempi di buone pratiche in grado e coinvolgendo i vostri coetanei di altri paesi, facendo rete, condividendo idee ed esperienze.

Il Middle East Mediterranean Summer Summit è un importante momento di studio e di approfondimento delle mille sfaccettature che caratterizzano questa regione. Ma è anche un luogo di incontro e conoscenza reciproca. Come anche il Rettore sig. Erez ha già avuto modo di tematizzare in altre occasioni, reputo molto positivo la decisione di aprire questa seconda edizione anche al pubblico più ampio. Simili discussioni non devono essere limitate a pochi esperti del campo, ma devono cercare di coinvolgere la cittadinanza. Il summit risulta quindi essere anche un punto di incontro tra persone di diverse culture, estrazioni sociali ed economiche e rappresenta così una grande opportunità per la creazione e lo sviluppo di una diplomazia dal basso, con i giovani tra i principali attori di questo movimento di innovazione e progresso, perché solo tramite la consapevolezza di sé, della nostra società e dei nostri obiettivi comuni, con un forte desiderio di cambiare e migliorare, si può guardare al futuro con fiducia ed entusiasmo.

Oltre al Forum odierno, negli scorsi giorni ci sono anche una serie di workshop, molti dei quali hanno parlato delle migrazioni diffuse in questa regione e delle loro cause. Non sorprende questa scelta, vista l’enorme attualità della crisi migratoria e i toni politici forti che accompagnano il dibattito. Ritengo importante che questo fenomeno migratorio venga analizzato da esperti come quelli presenti a questo Summer Summit, che analizzino in maniera scientifica le cause del fenomeno e pubblichino statistiche a riguardo. Troppo spesso nelle discussioni pubbliche ci si limita a slogan urlati, senza proporre analisi né tantomeno soluzioni.

Allo stesso tempo non si può però ignorare il lato umano di questa crisi migratoria. In un’epoca in cui si mettono in discussione valori fondamentali come la solidarietà e le pari opportunità tra le persone, è fondamentale ribadire che la varietà è una ricchezza. Le differenze culturali, religiosi e linguistiche sono una ricchezza da valorizzare e che possono fortificare ancora di più la coesione nazionale – come mostra bene l’esempio del nostro paese. Non a caso nel corso della mia Presidenza del Consiglio nazionale ho cercato di porre l’accento sulla valorizzazione di questa varietà e di promuovere le minoranze – linguistiche ma non solo.

Riconoscere e dare il giusto spazio alle varie componenti della società di genere – di origine o di cultura e lingue diverse –  è un primo giusto passo per creare una società solidale e coesa; e quindi una società capace di vivere in pace e prosperità. È fondamentale che la politica, la scienza, la cultura e l’economia collaborino per raggiungere questo obiettivo, dalla Svizzera al Medio Oriente, dal Mediterraneo al mondo intero. Grazie mille all’USI, al rettore dell’università e alle sue collaboratrici e collaboratori, per i gli sforzi in tal senso e il grande lavoro svolto, che ha permesso di organizzare il MEM Summit per la seconda volta, ma certamente non l’ultima.

Ancora una volta grazie per il gradito invito.

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