Festa 20 anni IOSI – intervento

Festa 20 anni IOSI – intervento
Festa 20 anni IOSI – intervento

L’istituto oncologico della Svizzera italiana compie 20 anni: un’eccellenza da salvaguardare! Ai festeggiamenti ho tenuto un intervento intitolato “Le sfide del sistema sanitario svizzero”. 

Trovi qui le slide. Buona lettura!

 

SLIDE 1

Egregio Direttore Bressan,

Egregi professori Ghielmini, Cavalli, Fei  e Crivelli

Gentile signora Willems-Cavalli

Gentili Signore, cordiali Signori

 

Non lo nascondo: è per me una grande emozione parlare in occasione dei 20 Anni dell’Istituto oncologico della Svizzera italiana. Tra il 1994 e il1998 ho lavorato in quello che allora era ancora il Servizio Oncologico Cantonale.

Ho conosciuto persone che hanno dato molto alla sanità ticinese e allo sviluppo dell’oncologia in Svizzera e nel mondo, a partire dal professor Cavalli che il servizio oncologico, ora diventato istituto, l’ha creato e al quale questa giornata è certamente anche un omaggio.

Ho lavorato a fianco a fianco con medici, infermiere ed infermieri e personale amministrativo che, oltre a svolgere il loro lavoro coscientemente e con grande dedizione, hanno creduto in un grande progetto: quello di avere in Ticino un cento di eccellenza in campo oncologico. Ho visto crescere l’oncologia in Ticino con centri specialistici ad essa strettamente legati, come la medicina palliativa altro settore nel quale il Ticino ha fatto da pioniere. Ho visto svilupparsi un settore infermieristico nel quale il personale di cura lavora alla pari di quello medico grazie anche alla lungimiranza di Yvonne Willems-Cavalli. In questo mondo diviso tra diagnosi, cura e ricerca, ho rafforzato l’idea che la medicina deve sapere coniugare la scienza con l’ascolto delle persone ammalate e dei loro famigliari.

Come medico, la politica sanitaria è sempre stata al centro del mio impegno politico e di conseguenza, anche durante quest’anno di Presidenza del Consiglio nazionale, sono spesso invitata a parlare a simposi ed eventi concernenti la sanità. Poter tornare ora a festeggiare questo importante traguardo e tenere un intervento è quindi un onore – grazie mille per l’invito.

 

Abbiamo un eccellente sistema sanitario che ci viene invidiato dal mondo intero. Istituti come lo IOSI sono il fiore all’occhiello di questa eccellenza, una struttura riconosciuta a livello internazionale con dei pionieri della medicina oncologica: i Professori Cavalli, Sessa, Ghielmini, Zucca e Pagani ; solo per ricordarne alcuni.

Il nostro sistema sanitario è però sotto pressione ed è necessario che la politica garantisca le condizioni quadro per mantenere e migliorare tale eccellenza, senza tuttavia mettere in discussione il principio della solidarietà tra gli assicurati e senza mettere in pericolo l’accessibilità universale, che va garantita indipendentemente dalle risorse finanziarie del singolo.

 

SLIDE 2

Da anni la questione dell’esplosione dei costi sanitari è in cima alle priorità dei cittadini e delle cittadine. Comprensibilmente, dato che sempre più famiglie – soprattutto del ceto medio – fanno fatica mese dopo mese a pagare i premi ai quali si aggiungono i cosiddetti “out of pocket costs”,

ossia i costi presi a carico direttamente dagli assicurati perché non coperti dall’assicurazione malattia, le franchigie e le partecipazione ai costi dell’assicurazione.

  • La diapositiva mostra l’aumento dei premi a livello svizzero negli ultimi 20 anni (in rosso nel grafico)
  • Allo stesso tempo, i salari e le pensioni sono aumentati solo leggermente (nero).
  • In Ticino l’evoluzione è la stessa: l’incidenza sul budget famigliare può sembrare leggermente più contenuta, se si tiene conto di un sistema di riduzione dei premi malattia abbastanza generoso rispetto alla media svizzera dei Cantoni; ma i salari sono decisamente inferiori rispetto al resto della Svizzera e purtroppo “compensano” negativamente quest’evoluzione, aumentando il peso dei premi. Anche da noi in Ticino la situazione deve quindi destare timori e necessita di risposte politiche.
  • Inoltre – sia in Ticino che negli altri Cantoni – anche i costi che sono sostenuti direttamente dall’assicurato sono aumentati notevolmente.

 

SLIDE 3

– Questa diapositiva mostra in blu scuro i costi a carico delle famiglie.

– Quasi la metà di loro sono i cosiddetti “out of pockets costs”. Quindi costi non coperti dall’assicurazione

 

Un’evoluzione che fa aumentare il rischio di un sistema sanitario a due velocità favorevole a chi può permettersi le cure e e meno accessiible a chi non può.

Si tratta di un rischio, come vedremo anche più avanti nel mio intervento, che tocca sempre più anche il campo dell’oncologia: il costo di alcuni farmaci per terapie oncologiche non è sempre coperto dalle assicurazioni, alcuni medicamenti nell’elenco delle specialità sono soggetti a limitazione. In molti casi si tratta di un sistema arbitrario che spesso dipende dalla buona volontà dei singoli assicuratori sanitari coinvolti.

Vorrei ricordare il caso ticinese che ha fatto – giustamente – scalpore un anno fa.

 

SLIDE 4

Sebbene la decisione iniziale della cassa malati di non rimborsare le cure al giovane affetto da un sarcoma fosse moralmente inacettabile, la cassa malati stava rispettando la legge. Il trattamento proposto dal medico curante non figura nell’elenco dei medicamenti coperti dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e non è approvato da Swissmedic. Pertanto, l’assicurazione malattia la rimborsa solo se soddisfa determinati criteri, come ad esempio l’elevata prestazione terapeutica dimostrata. Per la cassa malati non ci sarebbe sufficiente letteratura sull’alto beneficio del trattamento per questo tipo di sarcoma: un beneficio elevato che difficilmente può essere dimostrato in pediatria, visto che ci sono solo pochi studi e – fortunamente – pochi casi. Eppure questa terapia è riconosciuta ed utiizzata all’estero

Negli ultimi tempi sono aumentati i casi in cui le casse malati si rifiutano di assumere i costi dei medicamenti per bambini e adolescenti malati di cancro. Ciò riguarda in particolare i cosiddetti medicamenti impiegati fuori indicazione (“off-label”) e i medicamenti autorizzati all’estero, ma non ancora in Svizzera.

A causa del loro esiguo numero, per i bambini malati di cancro vengono sviluppati e commercializzati solo pochi medicamenti specifici. Di conseguenza si ricorre spesso a medicamenti che di fatto sarebbero autorizzati solo per gli adulti e poiché in tal caso i farmaci sono impiegati fuori indicazione (“off-label”), talune casse malati non assumono i costi di tali medicamenti. Una situazione che mi ha spinto a presentare una proposta alla commissione della sicurezza sociale e della sanità, poi accettata dal parlamento,  alfine di chiarire le condizioni per le quali le casse malati si assumono i costi dei medicamenti per i bambini malati di cancro e trovare delle soluzioni per il rimborso dei costi dei medicamenti autorizzati all’estero, ma non ancora in Svizzera e quindi  prevenire le disparità di trattamento per quanto concerne l’assunzione dei costi dei medicamenti impiegati fuori indicazione.

Esempi di arbitrarietà, tra chi può e chi non può permetersi certe cure che tocca anche altri ambiti sanitari, comprese alcune cure oncologiche per pazienti adulti.

 

L’aumento dei costi da una parte, l’accessibilità e il riconoscimento delle terapie dall’altra, sono, a mio avviso,  due ambiti prioritari accanto al contenimento dell’evoluzione dei costi sanitari, in cui la politica e tutti gli attori coinvolti devono intervenire, per evitare che il principio di universalità e di solidarietà nell’acceso alle cure mediche siano messi in discussione.

Da un alto quindi dobbiamo agire sul finanziamento dell’assicurazione malattia: in altre parole,  intervenire sull’onere dei premi e delle spese sanitarie per le famiglie.

 

SLIDE 5

  • Aumenti del carico dei premi sul reddito disponibile: nero 2010, rosso 2014
  • Particolarmente problematico per le famiglie del ceto medio. Fino al 20%.
  • Grandi differenze cantonali nel campo della RIPAM. Ecco perchè aumentano le richieste di limitare l’incidenza dei premi sul reddito disponibile, non da ultimo anche con un’inizaitva popolare lanciata dal mio partito per metere un limite del 10% ai oremi cassa malati.

 

SLIDE 6

Finanziamento ed equità nell’accesso alle cure passano però anche attraverso misure che pemettano di contenere l’evoluzione dei costi sanitari, aumento non può essere giusitificato unicamente con l’evoluzione demografica e il progresso tecnologico.

In ottobre 2018 ha avuto luogo ad Astana, in Kazakistan, la Conferenza globale sull’assistenza sanitaria primaria con lo scopo di raggiungere la copertura sanitaria universale e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. La conferenza rilancia giustamente il dibattito sulla necessità di investire nelle cure di base. Se evidentemente l’accesso alle cure per un serio problema nei paesi più poveri, non possiamo non considerare questa necessità anche in Svizzera. Il diritto alla salute per tutti passa infatti da un rafforzamento dei sistemi sanitari pubblici, da cure sanitarie di qualità e da un rafforzamento delle cure sanitarie di base. Ciò significa anche rafforzare la medicina di famiglia e le cure infermieristiche.

 

Considerato l’andamento demografico della popolazione svizzera– nei prossimi 30 anni il numero degli over 65 crescerà di un milione! – in futuro, ci sarà un notevole aumento del fabbisogno di cure. Evoluzione che è resa ancor più acuta dall’ aumento delle malattie croniche e dalla necessità di garantire cure a domicilio per pazienti anziani, persone con malattie di lunga durata o nell’ambito delle cure palliative. Per rispondere in maniera adeguata a queste sfide è necessario rafforzare l’interprofessionalità e la presa a carico coordinata tra i vari professionisti delle cure sanitarie. E’ quanto chiede l’iniziativa popolare “per cure infermieristiche forti“, attualmente al vaglio del parlamento federale che sta elaborando un controprogetto . Ed è stata proprio la mia esperienza di medico assistente presso il Servizio oncologico cantonale alla fine degli anni novanta che ha rafforzato la mia convinzione che solo integrando e mettendo sulle stesse piano le diverse figure professionali potremo migliorare la qualità delle cure, contribuendo anche a limitare le cure non necessarie ma molto costose.

 

SLIDE 7

La Svizzera è un paese federalista e questo aspetto svolge un ruolo importante anche nella politica sanitaria: sia i Cantoni che la Confederazione devono sfruttare appieno il loro margine di manovra e attuare misure volte a garantire la qualità e l’accessibilità del nostro sistema sanitario.

 

  • Nel settore stazionario, i Cantoni dispongono dello strumento della pianificazione ospedaliera, che consente loro di definire i mandati degli ospedali e chi si occupa nel dettaglio di quali attività.
  • Una pianificazione è necessaria anche nel settore ambulatoriale. Un passo in questa direzione è la regolazione dell’ammissione dei medici a carico dell’assicurazione malattia. Tema di stretta attualità, che sarà discusso al Consiglio nazionale nella sessione di settembre.
  • Nella sanità i profitti che se ne possono trarre sono sempre più consistenti. Diciamocelo: il settore sanitario sta diventando sempre più un mercato redditizio che attrae investitori orientati al profitto che non hanno nulla a che fare con il sistema sanitario, ma che vogliono trarne il massimo guadagno possibile.

Accade in ambito ambulatoriale con il proliferare di offerte, succede nel settore stazionario con una costosa e in parte incontrollata “corsa agli armamenti”, metaforica nel settore ospedaliero, che contribuisce ad aumentare i costi e quindi i premi dell’assicurazione malattia.

Infatti, uno degli obiettivi della legge sul finanziamento ospedaliero era di agire tramite la concorrenza per distribuire in maniera più efficace i servizi ospedalieri. Di fatto però l’aumento della concorrenza genera una spirale di crescenti investimenti infrastrutturali e tecnologici, non sempre necessari, che contribuiscono a un aumento dei costi. Secondo un recente studio del Credit Suisse nei prossimi due decenni i nosocomi elvetici vogliono investire 16 miliardi di franchi nelle loro infrastrutture. Una ragione è certamente da ricercare nell’infrastruttura vetusta che necessita di essere rinnovata. Contemporaneamente però l’accresciuta concorrenza spinge gli ospedali ad aumentare la loro attrattività investendo sulle infrastrutture e sull’offerta tecnologica. Il finanziamento degli investimenti è garantito dagli introiti correnti, derivanti soprattutto dagli importi forfettari. Ciò può portare a una distorsione del sistema che favorisce degenze ospedaliere non sempre necessarie e investimenti per attirare più pazienti. Alcuni ospedali perseguono una strategia di crescita che a lungo termine non può funzionare per tutti, creare delle sovraccapacità e anche problemi di solvibilità per alcune strutture.

 

Alla fine del 2016, il Dipartimento federale degli interni ha nominato un gruppo di 14 esperti provenienti da Germania, Francia, Paesi Bassi e Svizzera con una formazione medica ed economica nel campo della ricerca e dell’amministrazione. Il loro compito era quello di valutare l’esperienza nazionale e internazionale nel controllo della crescita dei costi e di proporre misure di riduzione degli stessi, che potessero essere attuate il più rapidamente possibile per alleviare l’onere dell’assicurazione malattia obbligatoria. Ne sono scaturite 38 misure, che vanno da obiettivi di crescita AOMS, alla promozione di tariffe forfettarie nel settore ambulatoriale, dai riduzione dei costi die medicamenti alla pianificazione regionale dell’assistenza ospedaliera. Un primo pacchetto di misure è stato varato dl governo nelle scorse settimane e sarà trattato dal parlamento da qui al 2020 e prevede la possibilità di progetti pilota ad esempi per limitare la libera scelta del medico, l’istituzione di un’organizzazione nazionale tariffale e l’introduzione di un prezzo di riferimento per i farmaci generici. Piccoli passi, ai quali devono seguirne altri per agire con efficacia sui costi. A partire da quelli dei medicamenti.

 

SLIDE 8

A fine dicembre 2018, Helsana ha pubblicato il suo quinto rapporto sull’andamento dei prezzi dei farmaci. Non sorprende che anche lo scorso anno il costo dei medicamenti è nuovamente aumentato di mezzo miliardo di franchi svizzeri. Nel 2017 gli assicurati hanno ricevuto complessivamente 7,5 miliardi di franchi di medicamenti. Dal 2010 i costi sono aumentati del 43 percento, pari a 2275 milioni di franchi.

Una ragione importante per l’aumento del costo dei farmaci è la tendenza verso nuove e costose terapie: gli immunosoppressori, insieme ai farmaci antitumorali, sono il gruppo di farmaci più costoso. In un recente articolo, Franco Cavalli ha scritto che rispetto a 25 anni fa, il costo medio delle terapie oncologiche è aumentato di circa 50 volte. Come dice il professor Cavalli, una situazione chiaramente insostenibile anche per i sistemi sanitari dei paesi più ricchi. L’innovazione in ambito farmaceutici è certamente stata una rivoluzione, che ha aumentato la speranza di vita della popolazione.

 

Essa però presenta anche aspetti controversi ed evoluzioni preoccupanti, che vanno dai prezzi smisurati di alcuni farmaci ai conflitti di interesse, dalla crescente globalizzazione della produzione, fino alla scarsità di alcuni medicamenti e alle difficoltà di approvvigionamento. La ricerca farmacologia è sempre più orientata allo sviluppo di medicamenti laddove ci sono volumi più importanti- pensiamo allo sviluppo regolare di farmaci contro l’ipertensione e per diminuire il livello dei lipidi-  privilegiando alcune fette di mercato e dimenticandone altre, come i medicamenti per la cura di alcune malattie pediatriche o rare. Oltre a ciò, aumentano le limitazioni dei medicamenti ammessi a carico dell’assicurazione malattia. Imitazioni a volte necessarie considerato il fatto che i prezzi richiesti dalle aziende farmaceutiche sono in costante aumento, ma che toccano in particolare medicamenti costosi usati in oncologia o per il trattamento di malattie rare, con il rischio un razionamento di certe cure, come è stato il caso delle terapie per l’epatite C.

Si deve intervenire sui prezzi dei medicamenti tenendo conto dei costi di ricerca e sviluppo effettivi e sule licenze: finora le misure annunciate dal Consiglio federale non concernono i preparati brevettati, ma si limitano ai generici, che rappresentano solo il 25 per cento dei costi dei medicamenti assunti dall’assicurazione di base. Eppure, secondo il Consiglio federale, nel 2017 il gruppo di medicamenti protetti da brevetto costituiva il 75 per cento dei costi dei medicamenti fatturati all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

Proiettata sul 2018 in base alla statistica dell’UFSP, la cifra supera i 5 miliardi di franchi. Nuovi trattamenti oncologici come il Kymriah costano 475 000 dollari per iniezione. Per contenere i costi, garantire a tutti l’accesso effettivo a lungo termine ai medicamenti vitali e ridurre i costi a un livello sostenibile è quindi urgente che si elaborino misure efficaci anche per i medicamenti protetti da brevetto per favorire le vere innovazioni e non unicamente proteggere gli investimenti. Per farlo il nostro paese deve lavorare attivamente a sostengo delle proposte in questo senso dibattute all’OMS e al Consiglio d’Europa.

Infine ci vuole più trasparenza sui legami di interesse che legano il settore farmaceutico, i fornitori id prestazione e la politica.

 

SLIDE 9

Queste riflessioni sull’evoluzione dei costi dei medicamenti e soprattutto alle sfide con il quale il nostro sistema sanitario è confrontato per poter garantire a tutta la popolazione cure sanitarie di qualità ed evitare una medicina a due velocità, mi portano a concludere laddove ho iniziato. Ossia con l’importanza di una cura condivisa tra personale curante, persone ammalati, famigliari e politica, in grado di tener conto sì del progresso tecnologico ma anche- e forse soprattutto- della dimensione umana della malattia.

 

Grazie mille per l’invito a essere qui oggi, ma soprattutto grazie a tutte e tutti color che lavorano per lo IOSI e per  il vostro impegno nei confronti dei malati di cancro. Lo IOSI è un centro di riferimento in ambito medico ed oncologico, radicato nel territorio ticinese e incastonato nel sistema sanitario svizzero. Un’eccellenza da proteggere e valorizzare. Un modello per altri settori in grado di offrire cure di qualità e ricerca anche in una regione periferica come la Svizzera italiana.

È importante fare tutto il possibile per facilitare l’accesso alle cure e semplificare gli aspetti burocratici associati alle terapie per la terribile malattia che è il cancro; nonché portare avanti una ricerca innovativa e di qualità. Sono fiduciosa che lavorando insieme – pazienti, personale medico e infermieristico, politica – possiamo affrontare le sfide che coinvolgono il sistema sanitario e lo IOSI. Grazie

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