Simposio “Sentire e ascoltare” – intervento

Simposio “Sentire e ascoltare” – intervento

Sabato ho partecipato alla mattinata di studio “sentire ed ascoltare “, nell’ambito della giornata nazionale degli spitex . Giornata organizzata a Stabio dall’associazione di assistenza e cura a domicilio del basso Mendrisiotto e Ceresio. Ecco il mio intervento: 

Il tema di quest’anno della giornale nazionale dello spitex è l’ascoltare e il sentire. Un tema ambizioso, difficile ma più che mai attuale. Un tema che, come ben esplicate nell’invito, tocca “elementi centrali della quotidianità delle cure e del rapporto tra il personale di cura e i loro utenti”, facendo parte dell’attività regolare di chi lavora nelle cure e assistenza a domicilio. L’ascolto delle persone bisognose di cura; il sentire per le persone con difficoltà di udito.

L’invito a questo mattinata di studio mi offre l’opportunità di sviluppare alcuni temi che toccano uno dei settori centrali della presa a carico sanitaria, ossia le cure e l’assistenza a domicilio. Mi è stato chiesto, in quanto consigliera nazionale e membro della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale di condividere con voi alcuni temi di attualità a livello politico legate alla cura e alla presa a carico a domicilio. Lo farò partendo dai tre ruoli centrali delle cure a domicilio: gli utenti, i loro famigliari e il personale curante.

Inizierò evidentemente con gli utenti, coloro ai quali si rivolge l’offerta di mantenimento a domicilio attraverso un approccio curativo e preventivo. Nelle cure è importante l’ascolto dei bisogni degli utenti, ci vuole la disponibilità ad ascoltare la loro storia di vita, ma ci vuole anche il tempo per farlo e personale sufficiente, che permetta anche di  adempiere a compiti sempre più impegnativi legate alla presa a carico delle persone bisognose di cure a domicilio. Negli ultimi anni si cerca di curare il più possibile le persone ammalate o anziane a domicilio, anteponendo per quanto possibile l’ambulatoriale alle cure stazionarie in ospedali o case anziane. Un’evoluzione che si scontra con una recente decisione presa a livello federale. Lo scorso mese di luglio il Dipartimento degli interni ha diminuito del 3,6 per cento il contributo degli assicuratori malattia per le cure a domicilio in nome della neutralità dei costi. Una riduzione che non permetterà di coprire i costi nel settore ambulatoriale se non ci saranno dei correttivi, ad esempio grazie alla copertura dell’importo mancante da parte dei cantoni nell’ambito del finanziamento residuo, direzione nella quale fortunatamente sembra andare il nostro Cantone. È importante che anche in futuro le cure nel settore dello spitex siano adeguatamente retribuite. Qui si inserisce il tema di come garantire in futuro in finanziamento delle cure di lunga durata.

Come deve essere adeguatamente retribuito e riconosciuto il personale infermieristico e di cura. È quanto chiede l’iniziativa “per cure infermieristiche forti “ lanciata dall’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri, attualmente al vaglio delle Camere federali che stanno elaborando un controprogetto. Il personale di cura svolge un ruolo molto importante nel nostro sistema sanitario, ma purtroppo non sempre gode del giusto riconoscimento. Considerato l’andamento demografico della cittadinanza svizzera – nei prossimi 30 anni il numero degli over 65 crescerà di un milione! – in futuro ci sarà un importante aumento del fabbisogno di cure.
L’iniziativa vuole assicurare una buona qualità delle cure anche ai pazienti di domani, e, per raggiungere questo scopo, si ritiene sia importante investire nella formazione: oggi, in tutte le professioni di cura, formiamo solo il 56 per cento del personale necessario e, per quanto riguarda le infermiere e gli infermieri, addirittura solo il 43 per cento. Tra il 2011 e il 2014, il 75 per cento del personale di cura assunto negli ospedali svizzeri proveniva dall’estero: figure professionali che mancano, di conseguenza, nei loro paesi di origine.
I continui peggioramenti delle condizioni di lavoro come, ad esempio, l’aumento del lavoro su chiamata, la sostituzione di personale qualificato con quello meno formato e l’insufficiente salario di formazione inducono oltre il 40 per cento del personale di cura ad abbandonare la professione, e molte persone a non volerla intraprendere. Data la chiara correlazione tra personale ben formato e sicurezza delle cure, l’iniziativa chiede di formare un numero sufficiente di personale di cura che abbia tempo per dedicarsi ai pazienti, di aumentare il salario di formazione per incentivare il percorso formativo nelle professioni sanitarie, di migliorare la conciliabilità lavoro – famiglia. Inoltre, per evitare costi e procedure amministrativi inutili, si propone di dare alle infermiere e agli infermieri più autonomia professionale, permettendo loro di fatturare le prestazioni di cura direttamente alle assicurazioni malattia senza la firma di un medico. Un passo in avanti necessario che permetterà anche di rafforzare l’interprofessionalità e la presa a carico coordinata tra i vari professionisti delle cure sanitarie per rispondere alle sfide legate all’invecchiamento della popolazione e alle malattie croniche.

 

Durante la sessione autunnale delle camere federali che inizierà lunedì 9 settembre, il Consiglio nazionale si chinerà sul progetto di legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari. Essa prevede che i familiari curanti siano maggiormente riconosciuti e anche sostenuti finanziariamente. In particolare si vuole migliorare la situazione delle persone interessate grazie a quattro provvedimenti: il disciplinamento delle assenze dal lavoro di breve durata che prevede un massimo di tre giorni per evento per un totale massimo di dieci giorni all’anno; il congedo di assistenza per genitori di figli con gravi problemi di salute, l’estensione del diritto agli accrediti AVS per compiti assistenziali, il versamento dell’assegno per grandi invalidi e del supplemento per cure intensive anche durante la degenza ospedaliera di minorenni.
In particolare si prevede l’introduzione di congedo di assistenza per genitori di figli con gravi problemi di salute di massimo 14 settimane. Un passo importante ancorché minimo (per molte malattie 14 settimane non sono sufficienti) a che purtroppo non è esteso a chi si occupa di persone adulte con malattie croniche o di anziani.

 

Tre ambiti, tre risposte che meritano l’ascolto delle direttamente toccate, siano esse utenti dei servizi di cura e assistenza domicilio, i loro famigliari e il personale curante. Grazie.

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