Premi e casse malati: no agli interessi di bottega, sì a vere riforme per tutte e tutti

Premi e casse malati: no agli interessi di bottega, sì a vere riforme per tutte e tutti

Come ogni autunno anche quest’anno guardiamo affranti e preoccupati le polizze per l’assicurazione malattia e gli annunci dei premi. E puntuali come da diversi anni a questa parte fioccano le proposte per contrastare gli aumenti. Molte persone non credono più alle promesse della politica. Come non capirli: i premi cassa malati sono tra le principali voci di spesa delle economie domestiche e pesano in maniera importante sul borsellino di molti assicurati. E, benché molte misure siano da tempo sul tavolo della politica, finora è mancata la volontà della maggioranza di portarle avanti: tanti e troppi sono gli interessi dei diversi attori. Lobby ben presenti – e ben pagate – in Parlamento, al punto che i loro interessi hanno spesso il sopravvento su quelli degli assicurati. È quindi giunto il momento di cambiare le cose.

Anzitutto agendo sul finanziamento dell’assicurazione malattia e diminuendo così i premi cassa malati e le spese non coperte dall’assicurazione malattia di base, ma che gli assicurati pagano regolarmente di tasca propria. In vent’anni premi cassa malati sono aumentati del 120 per cento, ben al di sopra dell’aumento dei salari e delle rendite pensionistiche che invece stagnano; oggi il 40 per cento degli assicurati paga più premi cassa malati che imposte. Ben vengano quindi le proposte per più trasparenza, maggiori controlli sugli assicuratori malattia, e di mettere un tetto massimo alle riserve delle casse malati oggettivamente eccessive. Speriamo che sia la volta buona! Si tratta infatti di proposte già presentate dal Partito socialista e da altri, ma regolarmente bocciate dal Parlamento di centrodestra, proprio per quegli interessi così fortemente rappresentati in a Berna. Interessi che hanno anche svuotato la legge sulla sorveglianza sull’assicurazione malattia di modalità più efficaci per controllare la determinazione dei premi.

È urgente una moratoria sui premi cassa malati che deve però essere affiancata da soluzioni durature, che di fatto ne facciano diminuire il peso a carico delle economie domestiche. Ecco perché con il mio partito abbiamo lanciato un’iniziativa popolare per mettere un tetto ai premi cassa malati al massimo al 10 per cento del reddito disponibile. Una proposta che andrà a favore soprattutto del ceto medio e medio-basso che non beneficia degli aiuti per ridurre i premi, finanziata tramite un’estensione dei sussidi da parte dell’ente pubblico, partendo dal contributo della Confederazione. Rimane l’obiettivo di una cassa malati pubblica e di premi proporzionali al reddito. Perché l’assicurazione malattia obbligatoria è un’assicurazione sociale e come tale non può essere regolata da interessi di bottega.

Bisogna poi intervenire sui costi sanitari. Ben venga quindi un rafforzamento della prevenzione e del sistema del medico di famiglia come auspicato dalla maggioranza degli intervistati in un recente sondaggio. Il 90% delle patologie possono essere curate dal medico di base, evitando anche in molti casi trattamenti inutili e costosi o doppioni. Vanno poi favorite le cure integrate e ambulatoriali, per meglio curare i pazienti con polimorbidità, ma ciò passa attraverso una maggiore interdisciplinarietà e un migliore riconoscimento del lavoro di cura e infermieristico e non dando maggiore potere agli assicuratori malattia. Si deve poi agire sul sistema tariffario, ad esempio passando a prestazioni forfettarie anche nel settore ambulatoriale, ed intervenire in maniera più marcata sul costo dei medicamenti. Prezzi dei medicamenti talmente alti che non sono giustificati dai costi per la ricerca e la produzione per lo sviluppo di nuovi prodotti, favorendo i farmaci generici, ma soprattutto facendo diminuire i costi dei nuovi prodotti sottoposti a brevetto, che sono la maggiore voce di spesa in questo campo.

Le proposte ci sono. Ci vuole la volontà politica per realizzarle. Ecco perché le elezioni federali del prossimo 20 ottobre sono una tappa fondamentale: per diminuire i premi cassa malati, agire finalmente sui costi e non fare gli interessi delle lobby.

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