Discorso congresso elettorale

Discorso congresso elettorale

Care compagne, cari compagni,

vorrei salutarvi parlando di emozioni:

  • emozione per essere qui con voi ad eleggere la nuova presidenza e sapere che ci sono quattro persone giovani che si sono messe a disposizione. Un bel segnale per il partito socialista
  • emozione perché con l’arrivo di una nuova presidenza, lascia la carica Igor con il quale ho lavorato a fianco a fianco per quattro anni. Igor che ha dato tanto al partito
  • emozione per gli storici risultati delle elezioni federali con il raddoppio dell’area rossoverde e la mia elezione al Consiglio degli Stati

Ma vorrei parlarvi anche di un’altra emozione, della tristezza e della preoccupazione che ho sentito leggendo le notizie ieri sera: quella di Imam una bimba siriana di 18 mesi che viveva in un campo profughi, morta dal freddo tra le braccia del papà mentre cercava aiuto. E’ nostro compito, come cittadini e come socialisti indignarci di fronte a queste situazioni, di fronte alla morte di Imam e di molte altri bambini e adulti vittime di guerre, catastrofi umanitarie e della povertà. E’ nostra responsabilità reagire e fare di tutto a livello politico per dire basta alle ingiustizie. Qui come nel resto del mondo.

E’ un congresso importante quello a cui partecipiamo oggi. Siamo infatti chiamati ad eleggere chi guiderà il partito socialista cantonale nei prossimi anni. Compagne e compagni che avranno il compito di portare avanti l’importante lavoro fatto da Igor Righini durante questi ultimi quattro anni. Un lavoro che Igor ha fatto rubando tempo agli affetti e alla vita professionale, ma che ha dato anche dei grandi risultati: dalla riconferma del seggio in Consiglio di Stato al grande risultato delle elezioni federali.

Grazie al vostro sostegno e alla vostra presenza, grazie al lavoro di Igor, abbiamo dato voce a un Ticino più solidale.  Con il vostro appoggio e il vostro lavoro abbiamo fatto la differenza e alle elezioni nazionali 2019 abbiamo eletto una deputazione ticinese alle camere federali che è ora per tre decimi di sinistra, ecologista e progressista. Vi assicuro che questo cambiamento è stato sentito non solo in Ticino ma anche nel resto della Svizzera. Finalmente, sull’onda dei movimenti delle donne e dei giovani per il clima, anche la popolazione ticinese ha fatto capire che vuole delle risposte alle questioni sociali e ambientali.

Ora, con Bruno e con Greta, abbiamo un compito importante: rispondere alle attese di chi ci ha votato, ma anche di chi non ci ha sostenuto. Dobbiamo difendere gli interessi di coloro che quotidianamente vivono l’aumento delle disuguaglianze e della precarietà, fornendo loro delle risposte concrete per contrastare l’erosione dei redditi e la diminuzione del poter d’acquisto, per raggiungere un’effettiva parità tra donne e uomini e per contrastare il cambiamento climatico. A queste persone dobbiamo dare ascolto e voce e allo stesso tempo dobbiamo anche essere credibili e coerenti nelle nostre proposte e nella nostra visione per una società più inclusiva e solidale.

Cambiare le scelte politiche a Berna non sarà facile, perché nonostante un rafforzamento dell’area rosso-verde a livello federale e una maggiore presenza delle donne e delle forze ambientaliste, gli interessi di delle lobby finanziarie ed economiche sono sempre molto presenti e determinano alcune scelte politiche a favore di pochi privilegiati e a scapito di chi fa più fatica o dell’ambiente.

Ecco ad esempio che il centrodestra invece di prendere sul serio la necessità di introdurre una rendita ponte dignitosa per le persone che hanno esaurito il diritto all’indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo i 60 anni, propone una misura non in grado di affrontare i problemi dei disoccupati più anziani. Tocca ora al Consiglio nazionale correggere la decisione presa a maggioranza dagli Stati: di fronte al crescente aumento delle persone espulse dal mondo del lavoro dopo i 55 anni ci aspettiamo responsabilità da parte di tutto il parlamento!

Christian Marazzi ha più volte attirato l’attenzione su un “mondo del lavoro che si sta polverizzando, creando, posti mal pagati e intermittenti, periodi di vuoto salariale. Un contesto nel quale si insidiano moderne forme di precarietà, che le statistiche faticano a leggere”. Come Partito Socialista abbiamo una grande responsabilità: quella di lavorare per creare le condizioni legislative ed economiche per ridare dignità al lavoro e ai salari e impedire la precarizzazione del mondo del lavoro. Solo così si potranno contrastare le facili sirene della destra, che addossano le colpe alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri e vogliono liberalizzare ancora di più il mercato del lavoro, invece di rivedere un sistema economico distorto che produce sempre più disuguaglianze.

Nella lotta alla precarietà, nel creare le condizioni per lavori duraturi e salari dignitosi sarò molto presente a Berna, ancor di più di quanto lo sono stata in passato. Il nostro Cantone ha delle potenzialità che possano creare lavoro ad alto valore aggiunto, ma dobbiamo investire nella conoscenza, nella ricerca, nelle energie rinnovabili, piuttosto che attirare aziende che si insediano per sole ragioni fiscali o favorire fiscalmente chi non ne ha bisogno.

Una delle sfide dei prossimi anni sarà quella di garantire anche in futuro rendite pensionistiche sufficienti per condurre una vita dignitosa. In quanto assicurazione sociale con un finanziamento estremamente solidale l’AVS va non solo difesa ma anche rafforzata. Vanno anche affrontati i problemi che toccano le casse pensioni: la diminuzione del livello delle rendite e gli ostacoli che ne limitano l’accesso ad alcune fasce di popolazioni con lavori precari o con tempi di lavoro ridotti, in prevalenza donne. Sfide che toccano diverse generazioni, ma che vanno esaminati con un obiettivo comune: quello di rafforzare la solidarietà e di redistribuire meglio la ricchezza.

Lo stesso dicasi per quanto riguarda la sanità, certamente uno dei problemi più sentiti tra la popolazione a causa dei continui aumenti dei premi cassa malati e dei costi sanitari. Poco meno di un mese fa abbiamo depositato l’iniziativa popolare federale per limitare i premi al 10% del reddito di un’economia domestica. Si tratta di introdurre un finanziamento più sociale per la classe media e medio-bassa che non ha diritto ai sussidi, di aumentare il finanziamento da parte della Confederazione ed evitare che i Cantoni diminuiscano i mezzi per ridurre i premi cassa malati (come purtroppo è avvenuto qualche anno fa anche in Ticino, effetto mitigato in parte da un nostro referendum). Diminuire l’incidenza dei premi cassa malati vuol dire avere un’assicurazione malattia più sociale. Rimane l’obiettivo di ottenere  a medio termine un’assicurazione sanitaria che garantisca cure di qualità, il cui finanziamento tenga conto del reddito e la gestione sia retta da un’assicurazione malattia pubblica  A chi ci critica dicendo che non affrontiamo il problema dei costi mostriamo loro la lunga lista di proposte che abbiamo depositato a livello federale e cantonale per sottrarre la sanità dalla logica crescente del profitto, per diminuire i prezzi dei farmaci , per rivedere le tariffe mediche in modo da non permettere guadagni esorbitanti , per favorire la cure  mediche di base e rafforzare il settore infermieristico. Proposte che ci hanno visti competenti e protagonisti anche se non sempre vincenti, e che in parte oggi sono riprese in forme diverse a livello di parlamento.

Sulla capacità di rispondere alle difficoltà sociali e ambientali si gioca la credibilità della politica svizzera: in molti ambiti -dalla sanità alla svolta energetica, dalla lotta all’esclusione alla valorizzazione della diversità, dalla lotta alla povertà in Svizzera e nel resto del mondo, fino a combattere discriminazioni di genere e di reddito- ci vogliono politiche progressiste, ci vogliono apertura e solidarietà, non chiusura e isolamento.

Ai futuri copresidenti, a voi compagne e compagni che con grande passione vi impegnate a favore della collettività, a tutte e tutti voi che vi mettete a disposizione per il comitato cantonale, per le elezioni comunali, per il lavoro di base, faccio i miei migliori auguri e vi assicuro che sarò sempre al vostro fianco per portare avanti i nostri valori di solidarietà, libertà e giustizia sociale.

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