No a una riforma per pochi

No a una riforma per pochi

C’era una volta un disegno di legge del Consiglio federale che prevedeva di aumentare unicamente la deduzione per la cura dei figli da parte di terzi che avrebbe comportato perdite fiscali per l’ente pubblico di 10 milioni di franchi. Venne poi il dibattito parlamentare durante il quale i partiti borghesi decisero, in nome della politica famigliare, di aumentare le deduzioni generali per i figli incrementando così le perdite fiscali a 370 milioni di franchi. Da una riforma che aveva una sua logica si giunse così a una riforma fiscale a beneficio di pochi e sottoposta al voto popolare con un’indicazione fuorviante. Il “trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi” non costituisce infatti che una piccola parte del progetto in votazione, il grosso della riforma sono i restanti 370 milioni di franchi di sgravi destinati ai più benestanti. Invano il ministro delle finanze UDC ricordò al parlamento che si trattava di aiuti fiscali a chi ne ha meno bisogno. Il Consigliere federale Maurer rimase inascoltato, anche dal suo partito, e così il centro-destra approvò una riforma dell’imposta federale diretta che alla maggioranza delle famiglie porterà poco o niente. Inoltre, dal momento che più del 40% delle famiglie non paga l’imposta federale diretta, questi nuclei famigliari non trarranno nessun beneficio dalla riforma. Al contrario però, le conseguenze in termini di misure di risparmio per compensare i 370 milioni di franchi di minori entrate si ripercuoteranno su tutti.

Se 370 milioni di franchi vi sembrano pochi, pensiamo a quanto si potrebbe fare investendo questi soldi nel settore sanitario, nei trasporti pubblici o per sviluppare le strutture per la prima infanzia. Si tratta di misure che andrebbero a beneficio di molte economie domestiche e di coppie con figli, non solo di un piccola parte.
Quella proposta è una riforma tributaria mascherata da riforma a favore delle famiglie, con la quale si vogliono aumentare gli sgravi fiscali a favore dei più benestanti. Sgravi fiscali che non porteranno praticamente nessun beneficio alle famiglie del ceto medio e medio basso: a guadagnarci di più saranno le coppie con figli con redditi lordi compresi tra 300’000 e 500’000 franchi, che risparmieranno 910 franchi di imposte all’anno, mentre una coppia con figli e un reddito lordo al di sotto di 110’000 franchi non avrà nessun risparmio d’imposta.

Per molte coppie, conciliare famiglia e lavoro è tutt’altro che facile. Le strutture di accoglienza per i figli sono purtroppo ancora insufficienti e le rette spesso non sono a buon mercato. È in questi ambiti che dobbiamo investire e per farlo dobbiamo avere le risorse finanziarie necessarie. Così come è urgente aiutare le famiglie riducendo l’onere dei premi cassa malati o degli affitti. Non è con gli sgravi fiscali che si fa politica famigliare, a maggior ragione se la gran parte di questi va beneficio solo del 6% delle economie domestiche svizzere. Diciamo No alla modifica dell’imposta federale diretta il 27 settembre e garantiamo i mezzi per aiutare le famiglie riducendo i premi cassa malati e le rette degli asili nido.

Articolo apparso su La Regione il 4 settembre 2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *