Multinazionali svizzere: responsabilità ovunque

Multinazionali svizzere: responsabilità ovunque

A Cerro de Pasco, in Perù, la gigantesca miniera Volcan controllata da Glencore assicura una delle maggiori produzioni mondiali di zinco, piombo e argento. La stessa miniera, ha inquinato aria, acqua e suolo con metalli pesanti causando conseguenze molto gravi per la salute degli abitanti delle regioni circostanti: l’aspettativa di vita di chi abita in questa zona è inferiore di cinque anni rispetto alla media e la mortalità infantile è superiore rispetto a quella registrata in altre città peruviane. Questo non è purtroppo che uno dei diversi esempi di violazione dei diritti umani e ambientali da parte di multinazionali con sede in Svizzera. L’iniziativa “per multinazionali responsabili” vuole mettere fine a questa pratica vergognosa, chiamando le imprese coinvolte ad assumersi la responsabilità delle azioni perpetuate da loro o dalle loro filiali all’estero. Si tratta infatti di applicare le normative di diligenza e il rispetto dei diritti umani e ambientali secondo le norme internazionali. Il testo dell’iniziativa è chiaro e i dibattiti parlamentari sono lì a dimostrarlo: “nel disciplinare l’obbligo della dovuta diligenza, il legislatore tiene conto delle esigenze delle piccole e medie imprese che presentano rischi limitati in tali ambiti”. L’iniziativa non mette a rischio le piccole medie-imprese come sostengono in maniera fuorviante le lobby economiche contrarie all’iniziativa. Essa riguarda le multinazionali e le grandi imprese con sede in Svizzera che violano sistematicamente i diritti umani e distruggono l’ambiente e che non possono dimostrare di aver ottemperato all’obbligo di diligenza e quindi di aver agito preventivamente per evitare tali danni. Fortunatamente, non tutto il mondo economico si oppone all’iniziativa “per multinazionali responsabili” e oltre 300 imprenditrici ed imprenditori si sono espressi favorevolmente, ben coscienti del fatto che è nell’interesse delle aziende stesse godere di una buona reputazione per le attività economiche effettuate all’estero. L’iniziativa consentirà alle persone danneggiate di presentarsi, sulla base di elementi probatori, davanti ad una corte civile svizzera per potersi appellare alle norme giuridiche internazionali, come i diritti umani o le norme sull’ambiente riconosciute a livello mondiale. Sono cause civili alle quali i nostri tribunali sanno rispondere senza causare un mostro burocratico come invece sostengono i contrari. Richieste ovvie che però, per evitare scappatoie, non possono limitarsi alla pubblicazione di rapporti in cui le multinazionali affermano di avere a cuore i diritti umani e l’ambiente, ma devono basarsi su normative vincolanti come vuole il testo costituzionale sottoposto al voto popolare. Un’iniziativa che rispecchia valori importanti del nostro Paese, che fa bene alla Svizzera e alla nostra economia. Ecco perché è importante un sì alle urne il prossimo 29 novembre.

Articolo apparso sul Corriere del Ticino il 13 novembre 2020

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