Un anno dall’elezione al Consiglio degli Stati – Newsletter

Un anno dall’elezione al Consiglio degli Stati – Newsletter

 

Buongiorno

Il 17 novembre 2019 mi avete dato fiducia eleggendomi al Consiglio degli Stati. È passato un anno e le bellissime emozioni di quel giorno sono impresse indelebilmente nella mia mente. In questo anno sono successe molte cose: la principale è certamente la crisi sanitaria, sociale ed economica dovuta al Coronavirus, una crisi globale che colpisce tutti ma che ha conseguenze più gravi per le persone più vulnerabili, i settori economici e culturali e i paesi più fragili.

Nella funzione di rappresentante del Ticino a Berna ho portato avanti le necessità della popolazione ticinese, chiedendo maggiori interventi economici e sociali a favore delle categorie più svantaggiate, battendomi perché le misure decise dalla Confederazione siano estese anche a chi ha lavori temporanei o su chiamata o ai lavoratori autonomi che non sono coperti dal sistema classico di sicurezza sociale e chiedendo che per il settore sanitario e i settori essenziali non ci siano più solo appalusi bensì misure concrete per migliorare le condizioni di lavoro e formare più personale medico e infermieristico. Tramite una mozione ho chiesto misure concrete per combattere l’aumento della povertà (mozione 20.3423). Il Consiglio degli Stati ha demandato la mia mozione per esame alla commissione competente.

La crisi ci sta mostrando la necessità di rafforzare il servizio pubblico e il sistema sanitario, e di rivedere il nostro modello di sviluppo basato spesso su facili profitti. Abbiamo anche costatato l’urgenza di raggiungere la parità di genere. Pur svolgendo la maggior parte dei lavori indispensabili, le donne sono le più colpite dalle conseguenze sociali ed economiche della pandemia. La crisi attuale ha mostrato alle Nazioni la necessità di agire a livello internazionale, collaborando con altri Stati e con le organizzazioni multilaterali per rafforzare i sistemi sanitari di base e pubblici e garantire l’accesso alle cure a tutta la popolazione mondiale.

Naturalmente, mi sono occupata anche di altri oggetti: dal continuo aumento dei premi cassa malati e dei costi sanitari alla violenza di genere, con particolare attenzione la femminicidio, dal sostegno ai programmi di ricerca internazionali e al credito quadriennale per la formazione, ricerca e cultura all’importanza di contrastare il cambiamento climatico con misure incisive e urgenti.

Un anno fa avevo dedicato la mia elezione al Consiglio degli Stati alle donne e a chi ha meno voce a livello politico. Sto lavorando per dare seguito a questo impegno ma non posso farlo senza di voi. Come durante la campagna elettorale dello scorso anno, quando il vostro sostegno è stato decisivo per la mia elezione, così anche ora per svolgere al meglio il mio incarico di vostra rappresentante politica mi farebbe molto piacere discutere con voi, anche se, per ora, solo virtualmente, e ricevere vostre idee e suggerimenti.

Se lo ritenete utile, contattatemi pure, mi farebbe molto piacere!

Invito a un doppio sì alle urne il 29 novembre 2020

Sì all’iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente»
L’iniziativa chiede che le multinazionali con sede in Svizzera che distruggono l’ambiente e non rispettano i diritti umani siano ritenute responsabili delle proprie azioni. Sembra un’ovvietà ma purtroppo ancora oggi molte multinazionali possono sfruttare il lavoro minorile o inquinare intere aree senza subire conseguenze legali. L’iniziativa non mette a rischio le piccole-medie imprese; come invece sostengono le lobby economiche contrarie all’iniziativa.
La Svizzera, che gode di una lunga e consolidata tradizione umanitaria e che si impegna per la tutela dell’ambiente non dovrebbe più tollerare il comportamento di alcune multinazionali che all’estero non garantiscono e promuovono questi valori.
Maggiori informazioni sul sito dell’Iniziativa per multinazionali responsabili.

Sì all’Iniziativa popolare «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico»
Ogni anno miliardi di franchi svizzeri affluiscono nella produzione di armi. Quest’ultime sono utilizzate in guerre lontane da noi geograficamente ma che portano conseguenze fino nel nostro Paese.
Smettiamo di finanziare la causa del malessere, dell’uccisione e dello spostamento forzato di milioni di persone. Investiamo invece i miliardi di franchi svizzeri nelle energie sostenibili e nella protezione del clima. Solo in questo modo potremo assicurare a tutte e a tutti un futuro di pace e serenità.
Maggiori informazioni sul sito dell’Iniziativa contro i commerci bellici.

Stabilizzazione dell’AVS (AVS 21)

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati, di cui faccio parte, si sta occupando della riforma AVS 21. Concordo con quanto esposto dall’Unione sindacale svizzera (vedi comunicato stampa USS in francese del 10.11.2020) che chiede uno sviluppo dell’AVS invece di un suo ridimensionamento, come lo prevede invece la riforma in esame.
In particolare, se accettata, la riforma porterebbe a una diminuzione della rendita mediana annuale delle donne di 1’200 franchi. Questo quando le donne ricevono già delle rendite di un terzo inferiori a quelle degli uomini.
Il mio impegno per raggiungere e garantire la parità di genere e per garantire un futuro dignitoso e privo di povertà a tutte e tutti i cittadini è forte e costante. Per questo mi impegno all’interno della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati affinché i punti critici della riforma in esame siano affrontati e risolti.

Migliorare il finanziamento delle cure palliative

In quanto Presidente di palliative ch ho portato avanti la richiesta di creare le basi legali e finanziarie necessarie a garantire cure e assistenza conformi ai bisogni alle persone che si trovano alla fine della loro vita. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati ha approvato e depositato una mozione in questo senso (20.4264). Lo scorso mese di settembre il Consiglio federale ha presentato il rapporto “Migliorare l’assistenza e le cure alle persone che si trovano alla fine della loro vita” (puoi trovare il rapporto qui) che descrive come le cure palliative generali e specialistiche debbano essere consolidate in Svizzera a medio e lungo termine. Come si è visto anche durante la pandemia di Coronavirus, le cure palliative permettono un netto miglioramento della qualità dell’assistenza e del trattamento delle persone alla fine della loro vita, sia nel settore ospedaliero sia in quello ambulatoriale. In particolare, permettono di alleviare i sintomi gravi, sostenere le persone alla fine della loro vita nel processo decisionale, pianificare il trattamento in anticipo e fornire ai pazienti e alle loro famiglie un sostegno psicosociale e spirituale.

Vi ringrazio per il sostegno dimostratomi non solo l’anno scorso in occasione delle elezioni, ma anche e soprattutto durante questi mesi di mandato quale rappresentate del Ticino a Berna.
Voglio inoltre ricordare l’importanza di adottare tutte le misure precauzionali per contrastare la diffusione del coronavirus, dalle misure igieniche all’uso della mascherina in luoghi affollati e nei mezzi pubblici, così come l’utilizzo dell’App di tracciamento swisscovid.
Puoi avere più informazioni sulla mia attività seguendomi sui social o visitando il mio sito web.
Rinnovo l’invito a contattarmi a chiunque fosse interessato a uno scambio di opinioni in merito ai temi politici.

Cari saluti,
Marina

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