Discorso – Consegna firme per l’Iniziativa per una 13esima mensilità AVS

Discorso – Consegna firme per l’Iniziativa per una 13esima mensilità AVS

 

 

Gentili signore, egregi signori,

l’iniziativa popolare “Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS” è stata lanciata poco più di un anno fa e siamo riuniti qui oggi per la consegna delle firme raccolte alla Cancellaria federale. I promotori dell’iniziativa avevano deciso della necessità di introdurre un supplemento alla rendita AVS senza immaginarsi lo scenario della pandemia e delle difficoltà economiche che essa avrebbe creato in Svizzera e nel mondo. La realtà economica che viviamo oggi rende, se possibile, il supplemento alla rendita AVS equivalente a una tredicesima mensilità ancora più giusto e urgente.

Questa iniziativa è importante per adeguare finalmente le rendite AVS ai costi della vita contemporanea. Non possiamo ignorare che i costi fissi ai quali siamo tutti confrontati siano sempre maggiori. Penso, tra gli altri, agli affitti e ai premi delle casse malati. Nel mentre, ad oggi, la metà dei nuovi pensionati e delle nuove pensionate deve arrivare a fine mese con meno di 3’600 franchi.[1] Particolarmente preoccupante è anche la situazione di molte donne che ricevono ancora meno di quanto esposto in precedenza poiché non hanno il secondo pilastro. Anche quando dispongono del secondo pilastro, le rendite delle donne sono spesso inferiori a quelle degli uomini in quanto hanno esercitato lavori a tempo parziale e/o hanno ricevuto salari inferiori a quelli della loro controparte maschile. Inoltre, la maggior parte del lavoro non retribuito è svolto dalle donne. È corretto sottolineare che “non retribuito” non significa che questo tipo di lavoro non sia fondamentale per il buon funzionamento della società. Purtroppo, tutti questi elementi fanno sì che quasi l’11% di tutte le donne devono richiedere prestazioni complementari quando vanno in pensione per far quadrare i conti. Aggiungiamo pure a questo fatto che in parlamento si sta delineando una riforma AVS 21 che si effettuerà principalmente sulle spalle delle donne.

La pandemia ci ha mostrato che solo agendo di concerto possiamo assicurare un presente e un futuro sereni e prosperi al nostro Paese; e di conseguenza anche a noi. Ci ha inoltre resi attenti all’importanza di molte professioni dove attualmente i salari sono bassi. Penso a infermieri, venditori, autisti, addetti alle pulizie, … e l’elenco è ancora lungo. Sottolineo che spesso in queste categorie la maggior parte dei lavoratori è donne. Grazie al loro impegno siamo stati in grado di fronteggiare la pandemia. Come possiamo battere le mani per ringraziarli mentre sono al lavoro e non fare nulla per assicurarci che nella vecchiaia possano vivere dignitosamente? L’iniziativa popolare che consegniamo oggi è una delle vie da percorrere assieme per rimediare a queste ingiustizie.

Una società e uno Stato solidali non dovrebbero permettere che coloro che per tutta la loro vita hanno contribuito al successo dell’economia svizzera siano lasciati in situazione di precarietà e di povertà una volta usciti dal mercato del lavoro per motivi di età. Esistono soluzioni finanziabili per fare in modo che ognuno di noi possa vivere una vecchiaia serena. Non possiamo dimenticare che la pensione è un argomento che ci riguarda tutte e tutti. C’è chi vi è confrontato già ora mentre gli altri lo saranno in futuro. L’AVS è l’assicurazione sociale più sociale. Rafforzarla è anche nell’interesse delle nuove generazioni, che hanno sempre più lavori precari che si ripercuotono negativamente anche sui loro averi di vecchiaia.

Rafforzare la solidarietà fra le generazioni non può che andare a favore di tutta la società.

Per questi motivi mi batto in parlamento per una riforma AVS 21 che sia giusta ed equa e per sostenere l’iniziativa popolare per una 13esima mensilità AVS.

Discorso pronunciato in occasione della consegna delle firme a favore dell’Iniziativa alla Cancelleria federale il 28 maggio 2021

[1] https://www.unia.ch/it/campagne/avs-x13

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