Pandora paper. C’è urgenza d’agire per contrastare l’evasione fiscale basate sulle pratiche offshore

Pandora paper. C’è urgenza d’agire per contrastare l’evasione fiscale basate sulle pratiche offshore

 

Nel quadro della modifica della Legge sul riciclaggio di denaro, approvata dal Parlamento nella primavera 2021 (oggetto 19.044), la maggioranza borghese è riuscita a impedire che avvocati e consulenti siano subordinati alla suddetta Legge. Il GAFI (Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale) aveva già raccomandato alla Svizzera nel 2005 di assoggettare queste categorie alla legislazione. Si tratterebbe, secondo il GAFI, di una norma atta a limitare il riciclaggio di denaro che è già stata adottata a livello internazionale. Lo stesso Consigliere federale Ueli Maurer aveva sottolineato in primavera la necessità per la Svizzera di rispettare gli standard del GAFI.

Attualmente, sono questi stessi avvocati e consulenti, non assoggettati alla Legge, che si trovano al centro dello scandalo dei “Pandora Papers”[1]giocando un ruolo decisivo nel permettere ai ricchi di usare le società offshore[2](società extraterritoriali) a loro vantaggio e operando negli attuali meccanismi di evasione fiscale e di riciclaggio del denaro. Nella maggior parte dei casi, le persone fanno ricorso alle società offshore per nascondere le loro risorse finanziarie, ad esempio dalle autorità fiscali e finanziarie. Il Fondo Monetario Internazionale, indicava in un articolo del 2019 che i paradisi fiscali costano ai governi di tutto il mondo fino a 600 miliardi di dollari in tasse perse ogni anno.[3]

A seguito di quanto emerso dalle inchieste giornalistiche, il Partito Socialista svizzero ha deciso di presentare – tramite il suo gruppo parlamentare – un’iniziativa parlamentareper rimediare al più presto a questa scappatoia che danneggia l’insieme della popolazione svizzera; e non solo. A beneficiarne invece sono pochi.

In particolare, le vittime dell’evasione fiscale sono:

  1. i contribuenti onesti;
  2. Le aziende che sono estromesse dal mercato a causa della corruzione;
  3. i residenti di Paesi poveri dove lo Stato non può finanziare i servizi pubblici di base;
  4. le vittime del crimine organizzato.

Le proposte sono state presentate ieri ai media. L’iniziativa parlamentare sarà sottoposta alla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale. È importante non perdere altro tempo e rispettare gli standard internazionali. Il riciclaggio e i paradisi fiscali danneggiano infatti la totalità della società.

Il Partito Socialista non può tollerare che la Svizzera rimanga al centro dei meccanismi finanziari globali offshore. Oltre a depositare la suddetta iniziativa parlamentare, nella prossima sessione invernale (29 novembre – 17 dicembre 2021) i rappresentanti eletti del PS presenteranno altre iniziative contro il riciclaggio del denaro e l’evasione fiscale attraverso società offshore.

Di seguito il contenuto delle tre iniziative principali:

  1. aggiungere la confisca dei beni ottenuti illegalmente al diritto penale. Questo permetterà di registrare meglio i beni ottenuti attraverso il riciclaggio di denaro (art. 70e 72CP, vedi Pa. Carlo Sommaruga 11.422 Confisca penale degli averi dei potentati);
  2. abbassare la soglia per gli obblighi di diligenza e di documentazione nel commercio dell’oro (Commercianti di metalli preziosi) (secondo la minoranza Hurni sull’art. 8a cpv. 4bis LRD nella sessione primaverile 2021 del Consiglio nazionale, vedi qui, p. 2);
  3. creare un registro centrale pubblico dei titolari effettivi, vedi Susanne Leutenegger Oberholzer 17.4251 Paradise Papers. Persone giuridiche e trust. Un registro per rendere trasparenti gli aventi economicamente diritto.

 

[1]I “Pandora Papers” sono parte di un’inchiesta svolta dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ) nella quale sono resi noti i contenuti di 11,9 millio ni di documenti fiscali e finanziari. Questi documenti svelano come politici e personaggi pubblici di tutto il mondo sfruttino le società offshore per trasferire nei paradisi fiscali un totale stimato dalle ICIJ di 32 miliardi di dollari. Si tratta di denaro che non è tassato nei Paesi dove risiedono i titolari dei conti offshore.

[2]Si tratta di enti che hanno stabilito la propria sede legale in uno Stato estero dove la tassazione può essere molto vantaggiosa (Paradisi fiscali). Queste imprese conducono la propria attività al di fuori del territorio dove sono registrate.

[3]Shaxton Nicholas, Tackling Tax Havens, in Finance & Development, September 2019.

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