Presidenza 2019

Da dicembre 2017 ricopro il ruolo di prima vicepresidente del Consiglio nazionale e nel 2019 dovrei quindi diventare presidente della camera – Grazie mille al Partito Socialista Svizzero che mi ha nominato per questa prestigiosa carica.

Assumere questo compito è un impegno che vorrei assolvere nel migliore dei modi possibili. È un incarico prestigioso che, a mio parere, va oltre la conduzione del Consiglio Nazionale, delle Camere riunite o dell’Ufficio del Consiglio Nazionale. Dal momento che la o il presidente rappresenta il Consiglio Nazionale verso l’esterno, assumere questa carica significa anche dar voce a tutte e tutti coloro che vivono in Svizzera, siano essi svizzeri, residenti, ma anche migranti o persone senza fissa dimora.

Provenendo da una minoranza linguistica e culturale qual è la Svizzera italiana, ritengo di poter essere la persona adatta per far da ponte non solo tra le diverse regioni linguistiche svizzere, ma anche tra le variegate componenti che vi risiedono. La Svizzera ha più che mai bisogno di esprimere solidarietà e apertura, ma anche di coesione sociale. Il mio percorso personale, politico e professionale è caratterizzato proprio dall’impegno su questi fronti. 

Sarebbe inoltre la prima volta che una rappresentante del socialismo ticinese e della Svizzera italiana diventi Presidente del Consiglio nazionale: reputerei un onore rappresentare tutti e tutte voi, il nostro Cantone e il Partito.

 

Trovi qui una riflessione dopo i primi sei mesi di vicepresidenza: Sei mesi fa sono stata eletta prima Vicepresidente del Consiglio nazionale e tra ulteriori sei mesi dovrei quindi diventare Presidente. Sarebbe un onore per me assumere questa carica: come donna e ticinese faccio parte di due gruppi che non hanno potuto vantare spesso una rappresentanza in questa carica. Ecco qualche informazione in più:

Quanti ticinesi hanno presieduto il Consiglio nazionale? Non molti finora… Risalendo nella storia politica fin al 1848, ho scoperto che solo 7 ticinesi hanno ricoperto questo ruolo in oltre 150 anni di politica. L’ultima in ordine cronologica è stata Chiara Simoneschi-Cortesi durante il 2007/2008. Il primo invece è stato Giovanni Battista Pioda, politico locarnese, che fu eletto presidente del Parlamento nel lontano 1853.

 

 

 

 

Nel 1971 le donne in Svizzera poterono finalmente partecipare in politica. Da allora, seppure in minoranza, 12 donne sono state elette alla presidenza del Consiglio nazionale: una donna ogni 4 presidenti. Io alzerò di poco la statistica pluriennale: da novembre 2018 dovrei infatti essere la 13a donna a presiedere il Consiglio nazionale! Anche in questa carica continuerò a battermi per la parità dei diritti tra uomini e donne che deve ancora fare molta strada.